Consumi, Food Insider: bio, fenomeno familiare e trasversale

Il biologico è ormai entrato a pieno titolo nella spesa quotidiana. Frutta e verdura soprattutto, e a seguire uova e bevande, sono i prodotti bio che più spesso finiscono nel carrello dei consumatori. In realtà gli “integralisti del bio”, quelli che non fanno altri tipi di acquisti, sono solo una ristretta nicchia (il 3%) ma sono numerosi i consumatori che alternano prodotti convenzionali e bio (31%). Una buona fetta (46%) acquista biologico saltuariamente. Solo un consumatore su cinque è del tutto disinteressato al bio.

Se è forse difficile capire quanto il bio sia diventato una moda e quanto – o per quante persone – sia sinonimo di una diversa scelta di consumo, le indagini che periodicamente vengono fatte tendono a confermare l’aumento dei consumi bio e soprattutto il loro ingresso nella quotidianità delle persone. Il bio insomma non è un perfetto sconosciuto: ormai arriva sulle tavole degli italiani, spesso o saltuariamente, ma il risultato è una “una familiarità con il bio ampia e trasversale”, evidenzia Food Insider. Si tratta di un’iniziativa nata dalla collaborazione fra la società di ricerca Doxa e il mensile Food, che hanno indagato il punto d’incontro fra la proposta di alcune delle principali insegne della Grande distribuzione e le abitudini di consumo degli italiani. Scoprendo appunto che il biologico è entrato nella quotidianità di moltissime persone, che seppure saltuariamente lo scelgono.

La ricerca è stata realizzata dal 26 giugno al 5 luglio di quest’anno attraverso una rilevazione in store, andando direttamente nei negozi a verificare lo scaffale di tre categorie merceologiche ai vertici della classifica dei prodotti confezionati bio più venduti nei supermercati: le uova, cioè una categoria matura, caratterizzata da un acquisto di routine; le gallette, un prodotto dal vissuto salutistico, dove il bio ha un ruolo rilevante; le bevande vegetali, che intrecciano il concetto di bio con quello di free from e sono quindi adatte al consumatore intollerante al lattosio, così come al vegano. Otto le insegne prese in esame: Carrefour, Conad, Coop, Despar, Esselunga, Pam, Simply e Unes, per un totale di 152 tra supermercati e ipermercati. A questa analisi sul campo è stata affiancata un’indagine at home su un campione di 500 consumatori italiani appartenenti alla community Doxa Roamler, per comprendere i loro comportamenti di consumo di prodotti bio. In linea generale, poi, sono stati analizzati i comportamenti di consumo legati al bio.

Emerge la diffusione dei consumi bio. In realtà, evidenzia la ricerca, “se è vero che gli “integralisti” – cioè coloro che consumano sempre e solo bio – sono una nicchia (il 3% del campione), ad alternare bio e convenzionale sono il 31% dei rispondenti, mentre un altro 46% consuma saltuariamente prodotti bio. In pratica, solo il 20% del campione è risultato “impermeabile” al concetto del biologico”. Spiega Paola Caniglia, Retail & Crowdsourcing Director di Doxa: “Il biologico è un fenomeno trasversale alla stessa maniera di altri trend, come per esempio quello della tecnologia in cui la suddivisione tra persone più o meno attente alle novità hi-tech prescinde da fattori anagrafici e di genere”. Non contano dunque le differenze di sesso o di età. Il dato di fatto è che “l’acquisto di prodotti bio è un’opzione presa in esame dalla maggioranza dei consumatori, a testimonianza della penetrazione del concetto nella quotidianità delle famiglie”.

Quali sono gli alimentari bio più consumati? Vincono su tutti i freschissimi: il 75% del campione ha risposto frutta e verdura, mentre le uova sono state menzionate dal 51% dei partecipanti al sondaggio, succhi e bevande dal 45%, pasta e riso dal 44%, biscotti e prodotti panificati dal 43%, sostitutivi del pane dal 20%. Altre categorie hanno cumulato nel loro insieme l’8% di citazioni. Nella classifica sono assenti comparti importanti quali formaggi, salumi e carni – il che evidenzia i margini di miglioramento del comparto.

Il sondaggio condotto da Food Insider evidenzia poi che gli italiani amano leggere le etichette, dove cercano prima di tutto l’origine delle materie prime. Il 75% dei consumatori intervistati legge le etichette. L’origine delle materie prime (con il 70% delle citazioni) è il dato più cercato in etichetta, seguita dalle informazioni nutrizionali (64%), dalla lista degli ingredienti (55%), dalle informazioni sul produttore (46%), dalle informazioni su sostenibilità ambientale e benessere animale (31%).

La ricerca si è soffermata poi su uova, gallette e bevande vegetali (qui per saperne di più). Le uova rappresentano una realtà consolidata nel biologico e questo si conferma anche guardando i consumi: solo il 19% del campione non acquista uova bio, mentre il 56% le alterna a quelle convenzionali e ben il 25% le compra prevalentemente. Il 94% del campione dichiara poi di non avere una marca di uova preferita. “Il biologico ha di per sé valore agli occhi dei consumatori – osserva Caniglia – ed ecco che al momento dell’acquisto, una quota rilevante di persone valuta un ventaglio di marche scegliendo in base alle offerte in atto. A fronte di un divario di prezzo ridotto o annullato dalla pressione promozionale, si sceglie il prodotto bio, a prescindere dalla marca”.

Diverso il quadro per le gallette. Il 50% dei consumatori dichiara di consumarle e solo il 5% dice di avere una marca preferita. L’idea generale che emerge dalla ricerca è che il prodotto sia percepito come salutistico, come alternativa “sana” ad altri prodotti, e che questo sia la principale motivazione d’acquisto. Diverso ancora il caso delle bevande vegetali. Il 53% del campione dell’indagine condotta dalla Doxa per Food Insider dichiara di bere solo latte di origine animale, a fronte di un 34% che lo alterna alle bevande vegetali, scelte però in maniera esclusiva dal restante 13% dei rispondenti. Nelle bevande vegetali, a differenza delle uova e delle gallette, la marca conta eccome. “Il 34% del campione ha detto di avere una marca preferita – spiega Paola Caniglia – e su questo dato pesa molto la capacità di fidelizzazione di un brand in particolare. Mi riferisco ad Alpro, indicata nel 65% dei casi e seguita dalla marca del distributore con il 14%, mentre gli altri brand sono sotto il 10% di citazioni”. La fedeltà si riflette nei comportamenti d’acquisto: il 19% del campione, quando è dinanzi allo scaffale delle bevande vegetali, non si lascia influenzare dalle promozioni, che invece rappresentano il primo criterio di scelta per il 27% del campione. A comprare solo marche in promozione è invece il 46% dei rispondenti nel caso delle gallette e il 37% in quello delle uova.

 

Notizia pubblicata il 12/09/2017 ore 17.22

lascia un commento