Cia: contro il business dell’agropirateria agire con massima fermezza

Dai prosciutti all’olio di oliva, dai formaggi ai vini, dai salumi agli ortofrutticoli: è un continuo di “falsi” e di “tarocchi” che stanno provocando danni rilevanti all’intero sistema agroalimentare. Secondo la Cia, che ha organizzato il convegno “No all’economia dell’inganno”, si tratta di rapina” da 7 milioni di euro l’ora e da 60 miliardi di euro l’anno.L’agropirateria, la contraffazione, l’imitazione, e soprattutto l’italian soundingil fenomeno dei prodotti che di italiano hanno solo il nome- generano un volume d’affari pari a poco meno della metà dell’intero valore della produzione agroalimentare “made in Italy”. E la situazione sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. Ormai le truffe viaggiano anche su Internet. Non c’è più da stupirsi nel trovare in vendita in rete il Prosciutto di Parma, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano prodotti in Argentina, in Australia o, addirittura, in Cina.

L’Italia, tra l’altro, è la più colpita dalla contraffazione, dall’agropirateria, dai “falsi d’autore” dell’alimentazione. Nel nostro Paese si realizza più del 21 per cento dei prodotti a denominazione d’origine registrati a livello comunitario. A questi vanno aggiunti i 521 vini Doc, Docg e Igt e gli oltre 4000 prodotti tradizionali censiti dalle Regioni e inseriti nell’Albo nazionale. Una lunghissima lista di prodotti che ogni giorno, però, rischia il “taroccamento”.

“Ogni tipo di pirateria, compresa quella agroalimentare, deve essere combattuta con la massima fermezza per tutelare sia i consumatori che i produttori, sradicando un fenomeno che provoca gravi danni all’economia e al mercato”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi. “La nostra organizzazione -ha aggiunto Politi- da tempo insiste sull’esigenza di introdurre un sistema di tutela per le produzioni tipiche e tradizionali, mettendo in atto un sistema sanzionatorio, anche di natura penale. Serve, quindi, linea dura contro la sofisticazione e la contraffazione alimentare. Fenomeni che, oltre a danneggiare i consumatori, con rischi anche sulla salute, assestano ogni anno all’agricoltura italiana un ‘colpo’ da 3 miliardi di euro”.

“Come Cia – ha rilevato il presidente confederale – riaffermiamo l’esigenza di un’effettiva tutela dei nostri prodotti tipici legati fortemente al territorio. Purtroppo oggi, soprattutto a livello internazionale, assistiamo a un assalto continuo da parte degli agropirati. Dai prosciutti all’olio di oliva, dai formaggi ai vini, dai salumi agli ortofrutticoli è un continuo di falsi e di tarocchi”.

“Ecco perché – ha sottolineato Politi – chiediamo di rafforzare la lotta alla contraffazione, lavorando a efficaci meccanismi di controllo in cui Stato e imprese facciano sistema, creando una sinergia tra rappresentanza, forze dell’ordine e istituzioni. L’operato del Consiglio nazionale anticontraffazione offre un modello positivo in tale senso”.

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