Contraffazione alimentare, Consumatori: cittadini a rischio e poco informati

Ammonta a 7 miliardi e 109 milioni di euro il  valore del fatturato della contraffazione agroalimentare nel mercato interno italiano stimato nel 2008. Si tratta di un fenomeno che ha generato una perdita di bilancio dello Stato in termini di mancate entrate fiscali di circa 5,3 miliardi di euro. Sono questi i dati emersi dalla Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e pirateria commerciale presentata oggi a Roma.

“La contraffazione dei prodotti è una delle emergenze per il mercato alimentare non solo dal punto di vista economico, ma anche per i rischi che possono derivare alla salute dei consumatori”. E’ quanto ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).

Proprio alla contraffazione alimentare è dedicata una sezione del nuovo blog dell’UNC curato dal professore Agostino Macrì con l’obiettivo di fornire informazioni e dati sui nostri alimenti descrivendone le proprietà nutrizionali e di sicurezza, ma nello stesso tempo verranno segnalati eventuali pericoli e le relative misure precauzionali da adottare.

 “Una delle principali attività cui dovrebbe dedicarsi un’associazione dei consumatori – afferma Dona – è quella di informare i cittadini anche sui raggiri più diffusi così da effettuare scelte consapevoli. Per questo motivo la nostra associazione ha avvertito la necessità di sviluppare il blog www.sicurezzalimentare.it ”.

 “Nonostante le campagne nelle scuole, gli interventi da parte delle istituzioni, le azioni di tante organizzazioni a difesa dei cittadini – commenta Macrì –  le conoscenze dei consumatori sulle caratteristiche nutrizionali, di sicurezza e merceologia degli alimenti sono spesso superficiali e lacunose”.

Secondo il Movimento Difesa del Cittadino, invece, “è essenziale che il consumatore sia informato ed educato nella scelta degli alimenti e nella lettura delle etichette. Ma non basta. Il cittadino deve anche collaborare con gli istituti preposti al controllo segnalando dubbi riguardo eventuali episodi di contraffazione”.

MDC sostiene anche che non bisogna “dimenticare i rischi per i cittadini. I consumatori possono essere vittima sia di una frode merceologica che di un reato alla salute pubblica. Nel primo caso a rimetterci è soprattutto il portafogli. Ma non solo. La stessa cultura della qualità del cibo decade di fronte a prodotti con ingredienti importanti ma assenti o sostituiti con altri di minor pregio; a oli extra vergini di pessima qualità colorati o trattati o a vini da tavola che non hanno niente a che fare con i marchi con cui vengono commercializzati. Diverso il caso in cui la contraffazione si riconduce alla sofisticazione che non esita ad utilizzare sostanze potenzialmente  nocive per la salute umana o con materie prime prive di origine e pertanto di informazioni riguardo le norme sanitarie”. 

Proprio l’edizione 2011 del rapporto Italia a Tavola 2011 curato dal Movimento Difesa del Cittadino ha avuto come focus l’allarme contraffazione. Vini blasonati, pomodori “San Marzano”, mozzarelle di bufala campana Dop, olio extra vergine “deodorato” e Panettoni e Colombe falsamente artigiani. A colpire il cuore della cucina italiana sono le contraffazioni e sofisticazioni di chi sa come dietro questa attività criminale si celi un vero e proprio business che vale oro.  Basti pensare al valore di singole operazioni come quella dell’Agenzia delle Dogane che ha sequestrato olio vergine di oliva o addirittura lampante (e quindi non commestibile) spacciato per extra vergine per un valore di almeno 10 milioni di euro. Oltre 3,4 milioni di euro il valore invece delle attività dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e repressione Frodi nel settore dei vini di qualità prodotti in regioni determinate e IGT e dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG).

 

 

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