Fondazione WTCP lancia lotta alla contraffazione

La contraffazione è un grande polipo dai mille tentacoli che tocca quasi tutti i settori economici di un paese e lo inquina da diversi punti di vista: è un problema per la sicurezza del consumatore, mette a rischio la sua salute e danneggia le aziende oneste che così non possono creare nuovi posti di lavoro.

Insomma un circolo vizioso capace di creare oltre 600 miliardi di dollari all’anno e in grado di proliferare come i peggiori dei virus influenzali: si stima che entro il 2015 questo giro d’affari possa essere addirittura raddoppiato. In Italia tutto questo provoca mancati introiti nelle casse dello Stato dell’8% sull’Irpef e del 21% sull’Iva. Cosa fare allora? Certo è importante elaborare strumenti sempre più efficaci per combattere il fenomeno e rafforzare i controlli.

Ma c’è un punto senza il quale nessuna lotta può essere efficace: l’educazione del consumatore. Il cittadino, infatti, va protetto dalla contraffazione, ma anche lui può fare tanto. Basta che sappia che dietro ogni prodotto falso si nasconde un’azienda che sfrutta la manodopera senza creare un’occupazione sana e che utilizza materiali scadenti o addirittura dannosi.

Per diffondere una maggiore sensibilizzazione e per prevenire che la contraffazione dilaghi è nata una Fondazione, la WTCP – Worldwide Trade anche Consumer Protection Foundation, con sede a Ginevra, New York e Roma. Si tratta di un’organizzazione no profit che coniuga etica e tecnologia alla ricerca di nuovi strumenti a tutela del consumatore, a favore della diffusione dell’identificazione certificata e della tracciabilità per ogni prodotto.

“La contraffazione, purtroppo, è un fenomeno vasto sia per l’inventiva delle aziende disoneste sia per la scarsa educazione del consumatore”. Così Cesare Romiti, Presidente della WTCP ha aperto la conferenza, organizzata in collaborazione con lo IASI, dal titolo “Terzo millennio: globalizzazione e protezione del cittadini/consumatore”, svoltasi oggi a Roma. “Pochi sanno che uno dei centri più importanti per la contraffazione è proprio l’Italia, soprattutto per le merci comuni – ha detto Romiti – Nel campo della moda, ad esempio, spesso le aziende affidano la produzione del capo a soggetti terzi e sono proprio questi ad alimentare la contraffazione di quel prodotto. Infatti la maggior parte delle volte una borsa Louis Vuitton falsa è comunque fatta bene, ma il consumatore deve sapere che acquistandola fa un grande sbaglio”.

“Proprio in questi giorni è stato accertato che i farmaci antimalarici venduti dal 2002 al 2010 in alcuni paesi africani erano tutti contraffatti”. Lo ha ricordato il vice presidente della Fondazione, Franco Staino che ha elencato i rischi legati alla contraffazione di alcuni settori: la contraffazione del tabacco vede l’uso di sostanze poco sicure, che creano dipendenza; quella tessile può creare allergie e infezioni; quella dei giocattoli non rispetta le minime norme di sicurezza per i bambini; infine, la contraffazione agroalimentare utilizza sempre più spesso elementi tossici e preoccupa sempre di più il consumatore, creando un sospetto anche sui prodotti sicuri.

“Ci sono anche casi di manomissione della data di scadenza dei prodotti – ha sottolineato Staino – e c’è poi il riciclaggio dei prodotti rubati che, oltre ad essere illegali, devono stare fermi per un certo periodo di tempo, durante il quale vengono conservati in cattive condizioni”. Secondo il Vicepresidente della WTCP l’etichetta, da sola, non basta se non ha un codice unico cui fa riferimento. Questo sistema di tracciabilità che è stato adottato dal settore dei farmaci ha permesso di sconfiggere il fenomeno della contraffazione alla radice.

Per questo la Fondazione sostiene la prima Banca Dati Mondiale contro la proliferazione delle produzioni illecite: falsificazioni, furto e riciclaggio, imitazioni, abuso del Made in. Si tratta di una piattaforma in grado di garantire l’identificazione e l’archiviazione dell’attuale produzione mondiale, pari a 3.000 miliardi di unità all’anno, per alcune decine di migliaia di anni. In collaborazione con lo Iasi, la Fondazione ha sviluppato un software di sistema che ha messo a punto l’algoritmo per la creazione di codici unici e irripetibili (ne è attesa una produzione giornaliera di oltre 10 miliardi). A costi irrilevanti, sarà possibile usufruire di questo servizio da ogni parte del mondo. Infine, l’Italia e gli operatori internazionali avranno a disposizione il brevetto per la realizzazione dell’etichettatura elettronica, uno strumento fondamentale per perseguire l’obiettivo dell’identità certificata dei beni di consumo.

La chiosa finale della conferenza è stata affidata all’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta: “Dobbiamo agire sulla repressione, ma anche sull’educazione del consumatore. Un obiettivo che si persegue attraverso la corretta informazione, soprattutto in un momento così delicato per l’economia mondiale”.

di Antonella Giordano

Un commento a “Fondazione WTCP lancia lotta alla contraffazione”

  1. gianni cerruti ha detto:

    potrei consigliare di visitare il sito http://www.antitarocco.com
    rimaniamo a disposizione per chiarimenti .
    cordialità