Disturbi alimentari, NutriMente: 7 italiani su 10 disinformati

Anoressia, bulimia, disturbi da alimentazione incontrollata oppure evitante e restrittiva: sono tanti i disturbi del comportamento alimentare che colpiscono giovani e adolescenti e, spesso, bambini sempre più piccoli. L’età d’insorgenza si è infatti molto abbassata ed è possibile vedere bambini anche di 8 o 10 anni soffrire di anoressia. I disturbi del comportamento alimentare ogni anno colpiscono circa tre milioni di italiani, in gran parte adolescenti. E di fronte si trovano genitori spesso impreparati ad affrontare l’emergenza e senza punti di riferimento: non sanno a chi rivolgersi per affrontare la malattia.

disturbi alimentari anoressiaOggi è la Giornata del fiocchetto lilla contro i disturbi alimentari. E sono diverse le iniziative messe in campo per fare luce su questi problemi. L’Ospedale Bambino Gesù organizza per questo pomeriggio una diretta facebook (dalle 15 alle 15.30) cui risponderanno il professor Stefano Vicari e la dottoressa Valeria Zanna, rispettivamente responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile e referente psichiatra per i Disturbi Alimentari dell’Ospedale. L’associazione Nutrimente Onlus, che si occupa di prevenzione e conoscenza dei disturbi alimentari, ha svolto un’indagine per scoprire se gli italiani sono preparati su questi problemi e ha scoperto che i genitori ne sanno davvero poco e non sanno a chi rivolgersi. Ben 7 italiani su 10 (69%) dichiarano di non conoscere i rischi dei disturbi del comportamento alimentare e di non sapere come affrontare queste malattie, e di conseguenza non riescono ad essere sempre una risorsa nel processo di guarigione dei propri figli. E invece i genitori sono indispensabili nel  programma terapeutico. Ma quali sono le principali problematiche che affrontano gli italiani davanti ai casi legati ai disturbi alimentari? La maggior parte dei genitori non sa distinguere un problema nutrizionale e da quello psicologico (68%) e di conseguenza non sa a chi rivolgersi per affrontare la malattia (57%).

“In un contesto sociale basato sulla performance e alte aspettative, in cui magrezza equivale a successo, non è facile, soprattutto per i genitori di un adolescente, far passare messaggi basati sull’accettazione di diverse corporeità e di una flessibilità anche nell’alimentazione – afferma la psichiatra Sara Bertelli, presidente dell’associazione Nutrimente Onlus – Sarebbe utile per genitori, nel momento in cui si rendono conto della sofferenza che stanno vivendo i propri figli, chiedere aiuto il prima possibile a specialisti esperti. Nel caso in cui il figlio/a non sia disponibile ad andare da uno specialista o in una struttura, possono cercare di dare loro per primi supporto, in modo da aiutare il figlio/a ad esprimere il proprio disagio allo specialista competente”.

Davanti a un disturbo alimentare i genitori si ritrovano davanti a domande cui non trovano risposta: non sanno come affrontare la situazione, a quali strutture rivolgersi per affrontare il problema, a quali figure professionali chiedere aiuto, come comportarsi con i figli. L’associazione Nutrimente Onlus ha deciso di lanciare nel 2016 il Teen Nutritional Help, lo sportello telefonico tutt’ora attivo, che permette alle famiglie di confrontarsi gratuitamente con esperti di psicologia e nutrizionisti. E se è comprensibile che venga sottolineata l’importanza di comunicare in famiglia e di creare un clima di ascolto, dall’associazione sottolineano che è fondamentale prestare attenzione ai campanelli d’allarme e ai cambiamenti di comportamento dei figli in tema di alimentazione e di stile di vita, e non porre troppa attenzione al corpo – non fare commenti sull’aspetto fisico in modo dispregiativo o commenti negativi su cibo e corpo – e non esitare a chiedere aiuto, anche se il figlio non vuole farsi curare, perché il supporto di esperti è fondamentale per evitare che la malattia si aggravi.

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