Epatite A da frutti di bosco, Ministero Salute: casi in calo ma ancora allerta

Arriva finalmente l’aggiornamento del Ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia di epatite A in Italia causato dal consumo di frutti di bosco surgelati o congelati: c’è una riduzione del numero dei casi a partire da novembre 2013. In totale, dal 1° gennaio 2013 al 28 febbraio di quest’anno, sono stati notificati 1.463 casi di epatite. I dati sono delle notifiche pervenute al Ministero della salute, integrati con i dati del Sistema Epidemiologico Integrato dell’Epatite Virale Acuta (SEIEVA) dell’Istituto superiore di sanità (ISS) e sono aggiornati al 28 febbraio. La flessione, spiega però il Ministero, va considerata con cautela perché “il numero di casi negli ultimi mesi è comunque superiore a quello rilevato nello stesso periodo dei due anni precedenti. Sono tuttora in corso le valutazioni relative ai primi mesi del 2014, che necessitano un attento monitoraggio, considerato il lungo periodo di incubazione della malattia”.

La situazione è piuttosto complessa. Intanto, le analisi di tracciabilità sui frutti di bosco surgelati, tuttora in corso, mettono in evidenza la grande complessità della catena distributiva – che interessa transazioni commerciali facenti capo a 331 fornitori di 25 Paesi europei ed extraeuropei – ma questa attività, spiega il Ministero, “sembra escludere l’ipotesi di una contaminazione per il solo effetto di un singolo ingrediente contaminato all’origine (contaminazione primaria) o solamente durante la fase di lavorazione (contaminazione puntiforme)”. Da novembre 2013, inoltre, su incarico della Commissione europea, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha attivato un gruppo di lavoro per esaminare le informazioni di tracciabilità disponibili nei vari Paesi colpito dallo stesso ceppo epidemico.

Altro elemento da considerare è che l’attuale epidemia di epatite A è “multistato”, perché ha colpito diversi paesi europei: Italia, Irlanda, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Svezia. Una rapida sintesi, non esaustiva, della situazione evidenzia che si sono verificati 10 casi di epatite A in turisti stranieri che nel 2013 hanno soggiornato in Italia dove, compatibilmente col tempo di incubazione della malattia, potrebbe essere avvenuta l’esposizione; a luglio 2013 Irlanda e Francia hanno segnalato casi di epatite A associati al consumo di frutti di bosco causati da un virus identico a quello dell’epidemia Italiana ma senza storia di viaggi in Italia, mentre in ottobre l’Olanda ha segnalato all’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) 9 casi di epatite A con sequenza identica  a quella isolata nell’epidemia italiana, senza storia di viaggi in Italia. Fra la fine del 2013 e l’inizio di quest’anno hanno riportato casi con sequenza identica a quella italiana, in assenza di storia di viaggio in Italia, Gran Bretagna e Svezia. Anche in Francia, dove erano già stati riportati casi, ne sono stati segnalati di nuovi. Il 9 marzo scorso, Norvegia e Danimarca hanno segnalato un aumento del numero dei casi di epatite A e sono in corso le indagini sul virus.

Come devono orientarsi i consumatori? Alcuni mix di frutti di bosco potrebbero infatti ancora essere sul mercato, riconosce il Ministero della Salute, che spiega: “È necessario ricordare che, sebbene tutti i lotti risultati positivi alle analisi siano stati prontamente ritirati e richiamati dal mercato, non si esclude l’eventualità che altri mix di frutti di bosco surgelati/congelati contaminati, diversi da quelli oggetto di allerta possano essere presenti sul mercato”.

Di conseguenza, il Ministero raccomanda di consumare i frutti di bosco congelati/surgelati solo cotti, facendoli bollire (portandoli a 100°C) per almeno 2 minuti. Il che significa:

  • utilizzare i frutti di bosco surgelati solo per preparazioni portate a 100° (temperatura di ebollizione) per almeno 2 minuti, ad esempio salse o marmellate
  • non impiegare i frutti di bosco crudi per guarnire i piatti (ad esempio la superficie di una crostata, semifreddi, yogurt ecc.)
  • lavare accuratamente i contenitori e gli utensili usati per maneggiare i frutti di bosco scongelati.

 

LINK: Lista dei lotti positivi al virus HVA oggetto di allerta dal 17 maggio 2013 ad aprile 2014

Un commento a “Epatite A da frutti di bosco, Ministero Salute: casi in calo ma ancora allerta”

  1. Costante ha detto:

    Cosa SI ASPETTA A RESETTARE IL MERCATO DEI FRUTTI DI BOSCO CONGELATI E RIPARTIRE SOLTANTO CON CONFERME DI Negatività A SEGUITO DI CONTROLLI STATISTICI A MIL. STD. ?