Etichetta a semaforo, no di OMS: insufficiente contro obesità infantile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità boccia l’etichetta a semaforo, tanto cara agli inglesi, ed esorta i Governi a fare di più per combattere l’obesità infantile. Mettendo ad esempio una tassa su cibi e bevande con troppo zucchero e “rivedendo” le strategie di marketing dirette ai bambini. E’ il verdetto che arriva, dopo una lunga consultazione, dalla Commissione dell’OMS sull’obesità infantile. Il Test rilancia la notizia e ci mette un po’ di “pepe”: queste etichette sono state sostenute da qualche paese e da associazioni dei consumatori nord europee. In Italia tra i pochi favorevoli c’è Altroconsumo.

etichettaLa relazione, presentata qualche giorno fa, dice chiaramente che le etichette a semaforo sono insufficienti ed esorta l’industria alimentare a fare la sua parte nel limitare alimenti ultra-lavorati, poveri di nutrienti ad alta densità energetica. L’OMS chiede un maggiore impegno ai governi, con la tassazione di alimenti e bevande troppo zuccherate e limiti al marketing sui bambini un’etichettatura più ampia e informativa

Sul Lancet i copresidenti di commissione, Sania Nishtar e Peter Gluckman, e il program manager Timothy Armstrong hanno commentato: “ECHO resta saldamente dell’opinione che è responsabilità primaria dei governi garantire  politiche e  azioni antiobesità“. La relazione sarà presentata alla assemblea dell’OMS a maggio, quando gli Stati membri avranno l’opportunità di discutere i risultati e fornire il supporto necessario per andare avanti con l’attuazione delle linee guida.

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