Etichettatura a semafori, Italia contraria e dubbi da diversi paesi Ue

Si amplia il fronte dei paesi europei che sollevano dubbi sul sistema britannico di etichettatura nutrizionale basato sui semafori – verde, giallo e rosso sulla base del contenuto di sale, zucchero, grassi e grassi saturi presente in 100 grammi di prodotto. Durante il Consiglio europeo dei ministri dell’Agricoltura e della Pesca, che si è svolto ieri a Bruxelles, il ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo ha ribadito la contrarietà dell’Italia. A sostegno della posizione italiana, nel corso del Consiglio EPSCO (Salute), erano intervenuti Cipro, Francia, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna. La Croazia inoltre è co-sponsor del documento presentato dal nostro Paese. In occasione del dibattito di ieri, invece, al gruppo si sono aggiunti Ungheria, Irlanda, Bulgaria, Belgio e Repubblica Ceca.

Sostiene il ministro De Girolamo: “Il sistema di etichettatura a ‘semafori’ discrimina e penalizza ingiustamente alcuni alimenti ed è potenzialmente distorsivo per il mercato. Si tratta di un meccanismo eccessivamente semplicistico e grossolano che, più che informare il consumatore, ne condiziona le scelte di acquisto in maniera discutibile. In più questo sistema, applicato anche ai prodotti DOP e IGP comunitari, arreca grave danno all’immagine delle produzioni di qualità. Ho chiesto perciò alla Commissione di chiarire la portata di tale previsione normativa e di approfondire la tematica accertando se il sistema a ‘semafori’ sia in linea con la normativa comunitaria e non discrimini i prodotti di qualità, in particolare le DOP e IGP europee”.

“Anche il Ministro Bonino – ha aggiunto il Ministro De Girolamo – è al nostro fianco in questa battaglia. Questa è la dimostrazione della capacità del nostro Paese di fare rete e mostra un risultato importante per l’agroalimentare italiano, che ha saputo coagulare attorno a sé consenso e l’appoggio di tutte le Istituzioni. Chiedo anche al Ministro Zanonato di portare il punto al prossimo Consiglio Competitività. Nella replica del Commissario Borg dobbiamo riscontrare una prima apertura, in quanto è stata sollevata la necessità di verificare il sistema britannico”.

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