Etichettatura a semaforo, Ministro Martina: “Italia interverrà in sede europea”

“La posizione del Governo italiano sull’etichetta nutrizionale o a ‘semaforo’, voluta dal Regno Unito, è di contrarietà”. Lo ribadisce il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina commentando il documento della Conferenza delle Regioni che chiede al Governo di intervenire in Europa per sospendere il sistema di “etichettatura a semaforo” autorizzato dal Ministero della Salute del Regno Unito. MDC appoggia posizione del Governo: “La logica del semaforo è troppo semplicistica”.

Il Ministro aggiunge: “Già in occasione del prossimo Consiglio dei Ministri europei dell’Agricoltura e della Pesca ho intenzione di coinvolgere su questo tema anche gli altri Paesi che hanno già espresso contrarietà, per ribadire la necessità di sospendere l’utilizzo di uno strumento che potrebbe andare a ledere anche alcune tra le nostre tradizionali eccellenze alimentari, in modo particolare i prodotti a denominazione di origine. Il rischio, infatti, è che vengano date ai consumatori informazioni approssimative e fuorvianti sulle caratteristiche e le peculiarità dei prodotti agroalimentari, con conseguenze dannose anche per le nostre aziende”.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) appoggia la posizione del Governo italiano sull’etichetta a ‘semaforo’. Secondo Silvia Biasotto, responsabile di Sicurezza alimentare di MDC: “La logica è troppo semplicistica. Da una parte non permette al consumatore di approfondire e leggere l’etichetta magari tralasciando le importanti informazioni presenti nell’etichetta nutrizionale. Dall’altro non dice nulla sulla quantità da mangiare o da evitare, non tiene conto se chi mangia è un bambino di 5 anni o un adulto di 30, una donna incinta o un atleta, un diabetico o un iperteso. Fa esclusivo riferimento a 100 gr e non alla porzione. Immaginiamo il caso dell’olio extra vergine di oliva, prodotto grasso ma di grande qualità commerciale e nutrizionale. Chi di noi condirebbe una insalata con 100 gr di olio?”.

“E’ necessario aprire una discussione a livello europeo – conclude Biasotto – che abbia come priorità le necessità dei consumatori in termini di salute e di trasparenza e in secondo luogo le tantissime produzioni di qualità dei nostri territori che potrebbero subire conseguenze negative da questo tipo di etichettatura.

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