Etichettatura, Adiconsum: no al sistema inglese dei semafori

Il sistema della Gran Bretagna di etichettare gli alimenti con i semafori (adottato nel paese a giugno di quest’anno) con la gamma di colori rosso, giallo e verde usata per evidenziare i tenori di costituenti quali grassi saturi,  zuccheri e sale, non piace a consumatori e istituzioni italiane perché rischia di penalizzare il made in Italy. I colori segnalano la presenza adeguata (verde) o in eccesso (rossa) di nutrienti critici per la salute quali grassi, grassi saturi, sale/iodio e zuccheri, ma l’adozione a livello europeo di questo sistema di classificazione porterebbe a bocciare molti prodotti tradizionali italiani e dell’agroalimentare, dall’olio extravergine di oliva al Parmigiano reggiano. Sul caso si mobilita Adiconsum, che scrive alla Commissione europea e al Ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo chiedendo di non accogliere la proposta dei “semafori” della Gran Bretagna.

“Il nostro Paese vanta da sempre una particolare attenzione all’alimentazione – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale Adiconsum – che trova la sua pienezza nella dieta mediterranea, che tutto il mondo ci invidia. La “dieta” mediterranea rappresenta uno dei pilastri di buona salute dei consumatori, perché assicura in maniera armonica il corretto apporto di tutti i nutrienti a cominciare dall’immancabile presenza degli ortaggi e della frutta freschi, del pesce, fonte dei cosiddetti grassi buoni, dell’olio extra vergine d’oliva, della carne, dei formaggi, del vino, con un occhio alle giuste dosi, evitando gli eccessi”.

La questione dei “semafori” adottata dalla Gran Bretagna che “spacciano” come cattivi alimenti prodotti come ad esempio il Parmigiano reggiano, contrassegnato dal semaforo rosso che indica un prodotto ricco in grassi, non solo è semplicistico e riduttivo, ma denota – continua Giordano – l’assoluta non conoscenza della composizione dei prodotti italiani, ignorando la loro origine, i loro disciplinari di produzione, le loro proprietà nutritive, qualità che sono state il lasciapassare del Made in Italy in tutto il mondo”. L’associazione chiede dunque alla Commissione europea di respingere la proposta di introduzione dei “semafori”: non è questa la soluzione per combattere l’obesità, che invece va contrastata con campagne informative sulla corretta alimentazione ed etichette più trasparenti.

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