Europa, basta pesticidi in agricoltura, ecco i metodi alternativi

Si è tenuta a Bruxelles una conferenza sul cosiddetto Integrated Pest Management, ovvero un sistema che tende a limitare al minimo l’utilizzo dei pesticidi in agricoltura tramite l’impiego di metodologie e strumenti naturali e biologici. Entro il 2014 deve essere ratificate una Direttiva europea che ne fisserà gli standard in tutti i 27 Paesi membri.

Integrated Pest Management (IPM) ridurre al minimo l’utilizzo di pesticidi in agricoltura. Si tratta di un approccio globale sviluppatosi negli ultimi anni che prevede il controllo integrato di pesticidi ed erbicidi in un sistema che incorpora un insieme di pratiche naturali per un’agricoltura più sostenibile. Questo IPM prevede l’accettazione di un livello minimo di insetti nei campi agricoli, la predilezione delle colture tipiche di una regione (e quindi più facili da coltivare), un regolare controllo delle stesse colture, tecniche meccaniche (e non chimiche) di primo intervento, una vasta gamma di metodi biologici per contrastare la riproduzione di colonie di insetti e un “responsabile” utilizzo di sostanze chimiche. 

Utilizzo di pesticidi solo dove e quando è strettamente necessario. Secondo questo sistema IPM, i pesticidi sintetici dovrebbero essere utilizzati solo in specifici momenti del ciclo agricolo o riproduttivo degli insetti. Per questo motivo è fondamentale conoscere quale specifica specie di insetto o parassita attacca una determinata coltura per poterla debellare in modo chirurgico e mirato.

La stessa tecnica va usata per erbacce e malattie delle piante. 

I pesticidi nuocciono alla salute. L’utilizzo dell’IPM vuole ostacolare gli effetti negativi di pesticidi su ambiente, biodiversità e salute umana. Secondo Pesticide Action Network, tutti i pesticidi sono di per se tossici. Come scritto nel Six Environmental Action Programme della Commissione europea, c’è sufficiente evidenza che i problemi dovuti all’abuso dei pesticidi in agricoltura sono seri e in vistoso aumento. Secondo il network, alcune sostanze sono causa di patologie tumorali, disturbi del sistema nervoso e all’origine di squilibri ormonali, con serie conseguenze sulla capacità riproduttiva.

“26 milioni di persone sono avvelenate ogni anno a causa dei pesticidi, 220mila i morti”. Le cifre sono state date da David Pimentel, Professor di entomologia ed ecologia alla Cornel University e uno dei massimi esperti mondiali del settore. Tradotto in termini economici, il costo annuo dell’utilizzo dei pesticidi corrisponde a 6 miliardi di dollari. “Si tratta di cifre impressionanti sull’impatto di questi veleni che non convengono a nessuno, né in termini ambientali che economici”. Il Professor Pimentel ha fato l’esempio di alcuni Paesi, come l’Indonesia, che hanno ridotto l’utilizzo dei pesticidi del 60% e aumentato di oltre il 20% il raccolto di riso. 

Entro il 2014 l’IPM diventerà realtà in Europa. La Direttiva Ue Sustainable Use of Pesticides (2009/128/EC) che prevede appunto un utilizzo sostenibile dei pesticidi in Europa dovrà essere ratificata da tutti gli Stati membri entro il 2014. L’obiettivo è rendere obbligatorio un minimo di regole per l’utilizzo di queste sostanze per ridurre i rischi alla salute e all’ambiente. Per il momento la Commissione ha proposto di restringere il campo della normativa ai prodotti di protezione delle piante, ma l’obiettivo è di includere i biocidi al più presto possibile. 

Cinquant’anni dopo “The Silent Spring” di Rachel Carson. La conferenza “Integrated Pest Management – the way forward to Sustainable Agricultural Production” (organizzata da International Organization for Biological Control (Iobc), International Biocontrols Manufactures Association (IBMA) e Pesticide Action Network Europe), si è tenuta in occasione del cinquantesimo anniversario della pubblicazione del libro “The Silent Spring” di Rachel Carson, una sorta di manifesto antesignano del movimento ambientalista che descrive i danni irreversibili del DDT e dei pesticidi in genere sia sull’ambiente che sugli esseri umani.

di Alessio Pisanò

Twitter @AlessioPisano

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