Findus, caso carne di cavallo: allarme in Germania, riunione a Bruxelles

Come previsto, in un’epoca segnata dalla globalizzazione e dall’apertura dei mercati, il caso della carne di cavallo trovata in alcune confezioni di lasagne surgelate Findus nel Regno Unito non si ferma entro i confini inglesi. E’ arrivato fino a Bruxelles ed ha sollevato la psicosi in diversi Paesi europei. Dalla Germania arriva il secondo allarme: la portavoce del Ministero tedesco dell’Agricoltura responsabile per la difesa dei consumatori, ha fatto sapere che alcune confezioni di lasagne surgelate coinvolte nello scandalo sarebbero stati importati tra novembre 2012 e gennaio 2013 nel Land del Nordreno-Vestfalia.

Le autorità stanno verificando che le partite di prodotti incriminate siano state ritirate completamente dal mercato alimentare.

Venendo all’Italia, la Procura di Torino con il pm Raffaele Guariniello ha aperto un’inchiesta ed ha avviato accertamenti sui prodotti a base di carne di alcune marche tra cui la Findus. Intanto la Compagnia Surgelati Italiana (Csi), che detiene il marchio Findus in Italia, precisa che non c’é alcun collegamento tra il marchio Findus commercializzato in Italia e quello commercializzato in Gran Bretagna. La Csi è infatti parte di Iglo Group Foods Ltd, che è rappresentata dai marchi Birds Eye in UK ed Irlanda e dal marchio IGLO nel resto d’Europa, ed è una società diversa da Findus-Uk, rispetto alla quale offre “prodotti completamente differenti”. Csi-Findus Italia ribadisce infine che “nessuno dei suoi prodotti contiene carne di cavallo”.

Ma a Bruxelles tra meno di un’ora si terrà una riunione straordinaria a livello ministeriale, chiesta urgentemente dal Governo francese. Il Commissario europeo alla Salute e tutela del consumatore, Tonio Borg, ha comunque ribadito, prima della riunione, che lo scandalo della carne di cavallo é “un caso di uso fraudolento di etichettatura”, ma “fortunatamente” non è una “questione di sicurezza alimentare” con rischi per la salute. Borg ha assicurato che sta “seguendo la situazione molto da vicino” e che Bruxelles sta “lavorando con le autorità nazionali”, in particolare con Francia, Romania, Olanda, Lussemburgo e Gran Bretagna, sin da quando venerdì scorso Londra ha segnalato il problema attraverso il sistema di allerta rapida, il Rasff.

Il fatto che il problema sia emerso e che ora sia stato identificato, ha sottolineato Borg, “é il risultato non della mancanza ma della presenza di una legislazione Ue che è stata violata”. “Il sistema della sicurezza alimentare Ue è uno dei più sicuri al mondo – ha aggiunto Borg – in quanto permette la piena tracciabilità grazie a cui gli stati membri hanno scoperto “rapidamente l’origine e la catena di distribuzione dei prodotti fraudolenti”. “Spero che i colpevoli saranno scoperti presto” ha concluso Borg, assicurando che la Commissione è “pronta ad aiutare in ogni modo” e che continuerà a “coordinare la situazione sia a livello tecnico che politico”.

Ma la Cia-Confederazione italiana agricoltori denuncia “la lentezza con cui l’Ue continua ad affrontare il tema della completa tracciabilità dei prodotti alimentari”. “Vicende come questa minano la fiducia dei cittadini, per i quali la garanzia di sicurezza alimentare è il criterio al primo posto nelle scelte di consumo – spiega la Cia – oltre a danneggiare le aziende agricole e l’industria alimentare che in Italia come in Ue lavorano per la qualità e la trasparenza”.

La Cia pone anche un altro problema: “Frodi del genere non sono ammissibili, ancora di più oggi che i tempi frenetici e la mancanza di tempo libero hanno fatto esplodere il consumo dei piatti pronti. Solo in Italia, ad esempio, nel 2012 i primi piatti pronti sono cresciuti del 5,7% (dati Ismea), in controtendenza rispetto all’andamento generale dei consumi alimentari. Per questo bisogna andare in direzione di maggiori controlli e più sanzioni in Europa – conclude la Cia – oltre ovviamente ad accelerare i tempi sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine anche per carne suina, ovi-caprina, avicola e naturalmente equina, come avviene già per quella bovina”.

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