Fondazione Barilla a Davos: domani la presentazione del Food Sustainability Index

Sviluppare un indice globale per fornire a decisori politici ed esperti del settore uno strumento utile a orientare le proprie scelte nella lotta ai paradossi del sistema alimentare. È con questo scopo che la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition partecipa, per la prima volta, al World Economic Forum di Davos. Per centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e mantenere gli accordi di Parigi, servono infatti strumenti in grado di orientare le scelte dei decisori politici e degli esperti del settore.

Lo spunto sarà la presentazione del Food Sustainability Index – un indice realizzato da BCFN con The Economist Intelligence Unit per analizzare “dove” il cibo è prodotto in modo più sostenibile. FSI che, nelle intenzioni degli organizzatori, potrebbe rappresentare la base scientifica di ispirazione da cui partire per realizzare un nuovo indice globale.

Partendo dai 34 Paesi che rappresentano l’87% del PIL globale e 2/3 della popolazione mondiale, l’Index analizza dove l’agricoltura è più sostenibile, dove si spreca meno il cibo (e si adottano politiche innovative per combattere lo spreco) e dove si mangia in modo più equilibrato, senza eccessi e carenze.

L’incontro di presentazione, dal titolo “Allineare le iniziative per monitorare i progressi verso un nuovo sistema alimentare globale”, si terrà domani, 25 gennaio, a Davos e sarà organizzato da BCFN in collaborazione con l’International Food Policy Research Institute (IFPRI), Global Alliance for Improved Nutrition (GAIN), City University di Londra, Rabobank ed EAT Foundation.

Oggi siamo davanti a un aumento costante della popolazione mondiale, a cambiamenti climatici continui, all’aumento dell’obesità e a una rapida urbanizzazione. In quest’ottica, come possiamo trasformare il nostro sistema alimentare globale in modo che possa essere sostenibile ed efficiente e che possa rispondere efficacemente alle sfide nutrizionali che il nostro Pianeta pone a ognuno di noi.

Abbiamo due macro-sfide da affrontare: rispettare gli accordi di Parigi e centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Queste sfide hanno qualcosa in comune: il cibo. Se puntiamo alla “povertà zero” dobbiamo prima combattere la fame nel mondo. Per “tutelare la vita nel mare” dobbiamo ricordare che il 70% del prelievo totale di acqua dolce è destinato all’irrigazione (il 22% va all’industria e l’8% all’uso domestico). Se vogliamo “combattere i cambiamenti climatici”, non si può scordare che la produzione agricola causa oltre il 30% delle emissioni di gas serra (più del riscaldamento e dei trasporti). Insomma, il cibo che mettiamo nel piatto e i nostri modelli alimentari sono alla base delle sfide che siamo chiamati ad affrontare”, afferma Marta Antonelli, Responsabile del Programma di Ricerca del Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN).

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