Forestale e Interpol insieme contro la contraffazione. Al via meeting internazionale

La produzione del cibo è globalizzata, come è globalizzata la rete della criminalità che dalle frodi alimentari trae ingenti profitti. In questo scenario l’internazionalizzazione di chi controlla è d’obbligo. Nel 2011 nasce la rete Opson, il Corpo Forestale e il Segretariato Generale dell’Interpol insieme nella lotta alla contraffazione.  Oggi la rete è costituita da 29 Paesi e ha lo scopo di creare una sinergia operativa mirata alla prevenzione e repressione dei reati agroalimentari. I protagonisti di questa collaborazione si sono incontrati oggi a Roma per dare via a una tre giorni presso la Scuola Superiore dell’amministrazione dell’Interno.

La prima iniziativa della rete aveva proprio la denominazione “Operazione Opson”. Era il dicembre 2011 quando il Corpo Forestale, in collaborazione con l’Oclaesp, l’omologo servizio francese, svelò una frode internazionale ai danni del Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva Igp Toscano. Le indagini portarono alla scoperta di 13mila bottiglie di olio di oliva, 30 tonnellate di pomodoro , circa 77mila chilogrammi di formaggi e oltre 12mila bottiglie di vino contraffatte per un valore di 300mila euro.

“Il Corpo Forestale – ha detto il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo in una nota consegnata al Capo del Corpo, Cesare Patrone – gode di un peculiare punto di osservazione del territorio e ha avvertito in anticipo alcuni segnali di preoccupazione”. In particolare, il Ministro ha ricordato l’importanza della norma sulla protezione ex officio (Art. 13 del Regolamento (UE) No 1151/2012) che prevede che gli Stati membri abbiano l’obbligo di adottare misure amministrative e giudiziarie adeguate per prevenire e far cessare l’uso illecito delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche prodotte o commercializzate all’interno dei rispettivi territori nazionali.  “La rete Opson – ha precisato De Girolamo – si pone come uno strumento immediatamente operativo per l’applicazione della norma e grazie alla collaborazione dell’Interpol si potrà intervenire anche nei Paesi terzi”.

D’altra parte la protezione delle eccellenze italiane era stata chiesta da tempo e da più parti. Il perché è ormai sotto gli occhi di tutti: l’Italia può vantare 242 Denominazioni riconosciute  ed è al primo posto della graduatoria comunitaria dei prodotti tipici. Dall’altro lato, a livello mondiale si stima che il giro d’affari dell’Italian sounding (imitazione ed evocazione dei marchi italiani) superi i 60 miliardi di euro l’anno, 164 milioni di euro al giorno (Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria ).

Sono ormai lontani i tempi quando il falso era relegato alle borse di lusso. Oggi nel mirino dei contraffattori ci sono prodotti come il vino e l’olio, ma anche il pomodoro e la pasta. “Solo oggi ci rendiamo conto che il fenomeno della contraffazione riguarda tutti i settori del mercato”, ha detto il Presidente del CNAC (Consiglio Nazionale Anticontraffazione) Daniela Mainini – “Come Consiglio abbiamo considerato 39 macro-priorità e tra queste segnalo la necessità di puntare sulla comunicazione virale sul web, così come virale è la contraffazione. Più che normare serve un enforcement, ovvero applicare le leggi che già esistono. E ancora “serve un coordinamento territoriale e una consapevolezza da parte delle imprese dell’importanza della security al loro interno”.

A cura di Silvia Biasotto

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