L’Europa non vuole gli OGM

Gli OGM in Europa sono un flop commerciale. Non li vogliono i cittadini, li osteggiano gli agricoltori, diversi governi sono preoccupati, e c’è una generale opposizione “della maggior parte dei consumatori, agricoltori e politici”. A dirlo è stata, già lo scorso mese, la multinazionale BASF, che ha deciso di abbandonare i piani di sviluppo e commercializzazione in Europa.

E anche i dati annuali dell’industria biotech confermano il “fallimento commerciale” del settore.

A rilanciare i numeri è Greenpeace: “I dati annuali del settore biotech confermano il fallimento commerciale degli OGM in Europa. Secondo quanto pubblicato nel rapporto annuale dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA), struttura finanziata dalle aziende biotech per  promuovere le colture OGM, nel 2011 solo lo 0,06 per cento del territorio agricolo dell’UE è stato utilizzato per coltivare OGM. Il dato dell’industria biotech per la coltivazione di OGM in Europa nel 2011 si è attestato intorno ai 114 mila ettari, rispetto ai circa 179 milioni di ettari di superficie agricola totale utilizzata in UE”.

Pesano l’opposizione dei cittadini, le preoccupazioni ambientali di governi, scienziati e agricoltori, tanto che per l’associazione ambientalista la generale contrarietà dell’opinione pubblica ha di fatto reso “gli alimenti geneticamente modificati un flop commerciale nell’UE. Solo la Spagna, che da sola coltiva oltre l’85 per cento degli OGM in Europa, nel 2011 ha registrato un incremento nella coltivazione, aumentando leggermente il dato complessivo europeo dopo tre anni consecutivi di declino”.

I numeri sulla percentuale limitata di territorio coltivato a OGM seguono la politica annunciata dalla multinazionale BASF lo scorso gennaio di abbandono sostanziale del mercato europeo: l’azienda ha infatti deciso di abbandonare lo sviluppo e la commercializzare di alimenti geneticamente modificati in Europa a causa dell’opposizione “della maggior parte dei consumatori, agricoltori e politici”. Spiega Greenpeace che “la coltivazione del prodotto di spicco della BASF, la patata resistente agli antibiotici Amflora, è stata irrisoria già a partire dall’ottenimento della controversa autorizzazione nel marzo del 2010 – e nel 2011 è scesa sotto i venti ettari”. BASF ha deciso di concentrarsi sui mercati del Nord e del Sud America.

A sua volta Monsanto ha annunciato che il mais geneticamente modificato MON810 non sarà venduto in Francia nel 2012 e oltre, perché non ci sono le condizioni favorevoli. Il mais OGM Mon810 è l’unico OGM che sarà ancora coltivato in Europa nel 2012 ma rimane vietato in diversi paesi europei. Il risultato è che, attualmente, oltre l’80% della produzione mondiale di OGM è concentrata in soli quattro paesi (Stati Uniti, Canada, Brasile e Argentina).

Spiega Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace: “Il flop europeo degli OGM è confermato dagli stessi dati del settore biotech. Un misero 0,06 per cento di suolo coltivato a OGM in Europa spiega bene perché BASF sia in fuga e Monsanto tentenni. I cittadini e gli agricoltori europei non vogliono gli OGM e lo dicono chiaramente da tempo“.

Comments are closed.