Made in Italy, Consumatori: fondamentale è tracciabilità prodotti

Sulla tutela del Made in Italy, tema sollevato dall’odierna protesta di Coldiretti al Brennero, intervengono le associazioni dei consumatori, che sottolineano soprattutto la necessità di un sistema di etichettatura e di tracciabilità efficaci a tutela dei cittadini. Le sfumature usate sono però diverse: se Federconsumatori e Adusbef sottolineano la piena partecipazione alle iniziative di Coldiretti, Adiconsum precisa che “il Made in Italy non deve significare necessariamente prodotto realizzato con materie solo di provenienza italiana né tantomeno serve demonizzare quei prodotti che utilizzano materie prime provenienti dall’estero, se sono di qualità”.

Sostengono Federconsumatori e Adusbef: “Partecipiamo con convinzione a tutte le iniziative ed i presidi che la Coldiretti sta realizzando in questi giorni in Italia, dal presidio al Brennero a quello che si terrà domani a Montecitorio. Come non condividere, infatti, obiettivi fondamentali come la completa ed esaustiva informazione circa i prodotti che consumiamo? Una battaglia, quella sull’indicazione d’origine in etichetta per tutti i prodotti alimentari, che portiamo avanti da anni, per il bene dei cittadini e del Paese. L’informazione trasparente e corretta sui prodotti che portiamo in tavola è un diritto primario dei cittadini, per questo siamo impegnati nella lotta ai raggiri che si compiono attraverso l’importazione di prodotti nel nostro Paese, poi spacciati come italiani”. La battaglia, aggiungono le due associazioni, va condotta “anche e sempre di più” a livello europeo.

Adiconsum sottolinea,  da parte sua, che per alcuni prodotti la produzione di materie prime italiane è insufficiente. Spiega il presidente Adiconsum Pietro Giordano: “Nel nostro Paese si producono circa 40 mln di quintali di grano duro contro un consumo che si aggira intorno ai 60 mln di quintali. È evidente quindi che il nostro grano, purtroppo non è sufficiente per tutti. Inoltre il grano italiano non è considerato tra i migliori, tant’è che rispetto al grano canadese, australiano e americano, ha anche un prezzo più basso”. A questo punto, afferma l’associazione, se per prodotto made in Italy si intende un prodotto interamente italiano, si può decidere di utilizzare solo materie italiane ottenendo però un prodotto di scarsa qualità, oppure si può andare alla ricerca del grano migliore, lavorarla in Italia e ottenere una pasta di qualità superiore. “Il discorso della pasta si può traslare ad altri prodotti – prosegue Giordano – vedi ad esempio la carne (quella italiana è veramente insufficiente), il caffè, i prodotti da forno, il cachemire. Bisogna anche prendere atto della presenza nel mondo di zone in cui alcune materie trovano un substrato più adatto. Il problema non è la provenienza, che comunque deve essere indicata in etichetta, per correttezza nei confronti del consumatore – continua Giordano – ma che quel prodotto non arrechi danno alla salute e alla sicurezza. È sui controlli che bisogna lavorare. Impedire l’importazione di alcune materie prime per partito preso produce un aumento dei prezzi che va solo a discapito dei consumatori. L’altra alternativa è incentivare le coltivazioni nostrane, soluzione difficile da adottare se si pensa all’elevata industrializzazione e alla particolare morfologia del nostro Paese, che non permette una superficie significativa da destinare all’agricoltura”. Per l’associazione la tutela della salute e della sicurezza del consumatore deve essere dunque garantita da un sistema di tracciabilità efficace.

Un commento a “Made in Italy, Consumatori: fondamentale è tracciabilità prodotti”

  1. costante ha detto:

    Ancora la solita bufala !
    Tracciabilità non ha nulla , nulla a che fare con qualità, semmai è uno degli strumenti per la sicurezza degli alimenti. Tutto il resto si chiama protezionismo, che non ha senso in ambito comunitario, dove semmai bisogna far valere la reale misurabile qualità e la concorrenzialità delle nostre materie prime , dei nostri prodotti e dell’organizzazione e tecnologia produttiva. Smettiamola di disinformare i consumatori co affermazioni autarchiche !!