Mense scolastiche, Codacons diffida Comuni di Pomezia e Ardea

Le famiglie non possono essere costrette a pagare le costose rette della mensa e hanno il diritto di far portare ai propri figli il pranzo da casa. Mense scolastiche nel mirino del Codacons, che ha diffidato i Comuni di Pomezia e Ardea, i dirigenti degli istituti scolastici di Pomezia ed Ardea, la Asl competente per territorio, chiedendo di garantire il diritto dei genitori di rivendicare scelte alimentari autonome e di esercitare l’obiezione di coscienza, portando il cibo da casa.

“I genitori degli alunni, infatti, per permettere ai loro figli di mangiare a scuola e poter poi proseguire le lezioni pomeridiane, non possono essere costretti a sostenere gli abnormi costi delle rette imposti per il servizio mensa, specie considerato il grave momento di difficoltà economica – spiega l’associazione – Molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese e non possono essere obbligate a sottoscrivere contratti capestro con chi gestisce le mense”.

In particolare il Codacons ha evidenziato nella diffida che “i genitori degli alunni si vedono costretti ad aderire al servizio di refezione proposto dall’Amministrazione Comunale per mangiare a scuola e proseguire poi le lezioni pomeridiane. Non viene, infatti,  consentito ai genitori, in alcuni istituti,  di  fornire direttamente il pasto ai propri bambini. La ASL RM H, interpellata dalle istituzioni scolastiche interessate, esprimeva, con argomentazioni del tutto opinabili,  parere negativo  in merito alla possibilità di consumare a scuola pasti preparati a casa. In particolare, veniva apoditticamente sostenuto che la ristorazione scolastica rivesta un ruolo primario per il benessere dei bambini attraverso la proposizione di valori nutrizionali corretti e validati,  per cui non si ritiene praticabile  il consumo di pasti preparati a casa”.

Ma per gli avvocati del Codacons questa situazione “viola il diritto di ognuno a scelte alimentari autonome, e cioè un diritto costituzionalmente garantito ex art. 32 della Costituzione”. Inoltre non vi è “alcuna  ragionevole e comprovata motivazione che impedisca  ai genitori di fornire ai propri figli il cibo per il pranzo e le argomentazioni addotte in proposito dalla ASL RM H appaiono  del tutto indimostrate”.

Il Codacons, quindi, ha intimato di consentire e disciplinare “le modalità di consumo nei locali scolastici del pranzo portato da casa” e a non “interrompere, ad anno scolastico già avviato, il servizio di doposcuola, iniziativa che arrecherebbe danno ingiusto sia alle famiglie che vi hanno aderito , sia al  personale  che  presta la propria attività lavorativa nell’ambito di tale servizio”.

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