Ministro De Girolamo incontra Assolatte e Federalimentare

Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo ha incontrato ieri Assolatte e Federalimentare: sul tavolo della discussione, il riconoscimento dell’importanza del settore lattiero-caseario, l’internazionalizzazione dell’agroalimentare italiano, la promozione del Made in Italy.

Questo incontro è stato particolarmente importante perché Assolatte costituisce una rappresentanza di uno dei settori che più hanno puntato sulla qualità in questi anni, incidendo in modo positivo sulla bilancia commerciale dell’agroalimentare italiano”.Così il Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, ha commentato l’incontro di ieri pomeriggio al Mipaaf con il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi, e con il Consigliere delegato, Adriano Hribal. Durante il colloquio, nel corso del quale c’è stata una piena condivisione del riconoscimento dell’importanza del lattiero-caseario all’interno del sistema agroalimentare italiano, sono stati affrontati i temi e le criticità principali del comparto, analizzando le evoluzioni che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni sia a livello nazionale che europeo.

Sempre ieri l’incontro con il Presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua Magliani, il Consigliere Luigi Scordamaglia e il Direttore generale Daniele Rossi, incontro che “è stato particolarmente utile per chiarire alcuni punti fondamentali che mi saranno utili per mettere a punto una strategia complessiva per tutto il settore agroalimentare italiano”, ha detto il ministro De Girolamo.

Durante il colloquio, il Ministro ha affrontato con la delegazione il tema dell’internazionalizzazione dell’agroalimentare italiano, per cui è fondamentale trovare soluzioni mirate che sappiano valorizzare le risorse e le strutture esistenti, quello della promozione del Made in Italy all’estero e lo stato delle trattative per la riforma della Politica agricola comune. “Abbiamo concordato sull’esigenza di evitare – ha dichiarato il Ministro – ogni aumento dell’Iva, delle accise e di altre misure fiscali che potrebbero deprimere ulteriormente i consumi”.

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