OGM, BASF lascia l’Europa

Le colture OGM hanno poco mercato in Europa e si scontrano con la “mancanza di accettazione” da parte di consumatori, agricoltori e politici. A riconoscerlo è BASF, che sta abbandonando i piani di sviluppo e commercializzazione delle colture OGM in Europa in favore dei mercati nord e sud americani e asiatici.BASF, fra le prime compagnie chimiche al mondo, ha infatti annunciato che concentrerà la sua attività sui mercati principali del Nord e Sud America, mentre “lo sviluppo e la commercializzazione di tutti i prodotti mirati esclusivamente alla coltivazione dei mercati europei saranno fermati”. Continueranno invece i processi di approvazione già avviati.

“Siamo convinti che la biotecnologia agricola sia una tecnologia chiave per il 21° secolo. Comunque, c’è ancora una mancanza di accettazione per questa tecnologia in molte parti d’Europa, dalla maggioranza di consumatori, agricoltori e politici. Perciò non ha senso economico continuare a investire in prodotti destinati alla coltivazione esclusiva su questo mercato – ha detto Stefan Marcinowski, componente del Board of Executive Directors of BASF e responsabile biotecnologia delle piante – Ci concentreremo, perciò, sui mercati interessanti per la biotecnologia in Nord e Sud America e sui crescenti mercati dell’Asia”.

L’annuncio è stato immediatamente ripreso da Greenpeace. Sostiene Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace: “BASF ammette che gli europei non vogliono le colture OGM e hanno buone ragioni per non volerli. Non solo a causa delle preoccupazioni per i rischi sanitari, ma perché gli OGM vanno a braccetto con l’agricoltura di stampo industriale, l’uso di pesticidi, la resistenza a infestanti e parassiti e hanno rese deludenti a lungo termine”.

Per l’associazione, il fatto che BASF decida di concentrare la sua attività in America è il risultato di una serie di sconfitte e resistenze incontrate in diverse parti del mondo, tanto che oltre il 90% degli OGM a uso alimentare viene coltivato in soli quattro paesi del continente americano. L’anno scorso, ricorda Greenpeace, l’India ha respinto l’autorizzazione della melanzana OGM mentre a settembre la Cina ha sospeso la commercializzazione di riso OGM. Anche Filippine e Thailandia hanno respinto riso geneticamente modificato.

Per Coldiretti, con questa decisione BASF “prende giustamente atto della crescente  opposizione della maggioranza dei cittadini europei che in quasi due casi su tre (61%) si sono detti molto contrari ai cibi geneticamente modificati”.

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