Ogm, Cassazione: coltivazione in Friuli era illegale. Soddisfatti ambientalisti e agricoltori

È stato legittimo il sequestro preventivo del mais Ogm coltivato senza autorizzazione. Sono infatti fuorilegge le coltivazioni di mais Ogm che erano state piantate in Friuli nel 2010: si trattava di semi Ogm provvisti di autorizzazione al commercio ma non era stato chiesto alla Regione il permesso di coltivarli, e secondo la magistratura tali semi non possono essere piantati sul territorio italiano senza le apposite autorizzazioni ministeriali e il rispetto di determinate procedure. È quanto affermato dalla Cassazione, che ha confermato l’illegalità dei due appezzamenti seminati con mais Ogm Mon810 in Friuli nel 2010.

La sentenza è accolta con favore da agricoltori e ambientalisti. Commenta  Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace: “È una conferma definitiva di quanto Greenpeace sostiene da tempo: le coltivazioni di mais OGM in Friuli erano illegali. Ora è necessario effettuare un’attenta stima dei danni della contaminazione, danni che non devono ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici”. Nel 2010 gli attivisti di Greenpeace intervennero sul mais transgenico nel campo di mais di Vivaro, in provincia di Pordenone, isolando e mettendo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais e bloccando la dispersione del polline. Per questa attività, lo scorso febbraio è stato notificato agli attivisti un decreto penale di condanna per oltre 86 mila euro. L’associazione ha già depositato opposizione al Decreto e si difenderà in sede giudiziaria.

Per Coldiretti, dopo il verdetto della Cassazione “occorre valutare il giusto risarcimento dei danni al patrimonio ambientale ed alimentare nazionale provocati dalla contaminazione per la semina illegale”.

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