OGM tra le priorità del semestre danese UE

Tra le priorità della Presidenza danese del Consiglio dell’Unione Europea c’è il dossier sugli OGM che è fermo da settembre 2010 per le numerose riserve di Francia, Regno Unito e Germania soprattutto rispetto alla proposta della Commissione Europea.

Qualcosa si è già mosso; ieri, infatti, durante la riunione del Gruppo di lavoro ad hoc del Consiglio sugli OGM la Presidenza danese ha presentato una nuova versione del documento di lavoro. Nel testo viene ribadita la differenza di trattamento tra coltivazione degli OGM e autorizzazione in commercio e importazione di OGM: la prima questione deve essere trattata in modo più specifico dagli Stati membri, mentre la seconda deve essere disciplinata in ambito UE.

Agli Stati membri, inoltre, deve essere concessa una maggiore flessibilità nel decidere se coltivare o meno OGM sul proprio territorio e questo non deve modificare il sistema di autorizzazioni a livello europeo. Questa facilità nel processo decisionale dovrebbe proteggere meglio la libertà di scelta del consumatore e fornire maggiore chiarezza alle parti.

Si elencano, infine, i motivi per cui un Paese può decidere di limitare la coltivazione di un OGM: motivi ambientali, motivazioni legate ad effetti socio-economici negativi o alla coesistenza, altri motivi come moralità pubblica e ordine pubblico. La prossima riunione del Gruppo di lavoro è prevista per il prossimo 10 febbraio; secondo i piani di Copenaghen, il Consiglio Ambiente del prossimo 9 marzo potrebbe essere una possibile occasione per tentare di arrivare ad un accordo.

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