Pacchetto qualità, ok dal Consiglio UE. Soddisfazione dall’Italia

Approvato definitivamente dal Consiglio europeo dei Ministri dell’Economia, il nuovo regolamento sulle produzioni agroalimentari di qualità, il cosiddetto “pacchetto qualità” che sarà operativo entro l’anno con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue. Italia soddisfatta per questo passo avanti nella difesa delle Dop, Igp e Stg e nel rafforzamento della lotta alla contraffazione. Le novità più importanti riguardano i controlli,  la tutela del consumatore e del produttore. Viene introdotto per gli Stati Membri (dopo una sentenza del 2008 della Corte di Giustizia europea e le pressioni italiane) l’obbligo del controllo delle frodi sulle denominazioni “ex officio”, cioè ogni Stato membro dovrà includere nel piano nazionale dei controlli una parte specifica relativa alle frodi sulle denominazioni d’origine, indipendentemente se ci sia stata o meno una denuncia del Consorzio di tutela, dei consumatori o di altro apparato statale.

Un plauso arriva dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, il cui presidente Giuseppe Politi commenta: “Con questo Regolamento si rafforzano le strategie di qualità legate al territorio che assicurano maggior valore alle produzioni agricole e maggior benessere ai cittadini consumatori. In particolare, apprezziamo il rafforzamento e la maggiore distintività delle Dop, Igp e Stg – primato dell’agricoltura ‘made in Italy’- e l’adozione del cosiddetto principio dell’ ‘ex officio’, che prevede la tutela automatica delle denominazioni da parte delle autorità dello Stato membro in cui il prodotto è commercializzato. E’ un importante passo avanti contro il fenomeno dell’italian sounding, almeno a livello europeo”. “Molto importante – sottolinea Politi – è anche la possibile estensione delle denominazioni a specifiche produzioni, quali i prodotti della montagna o, per esempio, quelli dell’agricoltura delle isole e quelli di fattoria, ottenuti e commercializzati in azienda o in ambito locale”. “Unica nota stonata, rispetto alle richieste della Cia, il non aver esteso a tutte le filiere la possibilità dei Consorzi di programmare le produzioni e l’immissione al mercato, come ottenuto nel ‘pacchetto latte’ per i formaggi di qualità. Ma la vicenda – conclude il presidente della Cia – non è chiusa. Come Confederazione, intendiamo perseguire questa rivendicazione già nelle prossime trattative sull’Organizzazione comune di mercato, nell’ambito della riforma Pac”.

Confagricoltura valuta positivamente la nuova normativa europea, frutto di oltre 5 anni di lavoro, che attua una prima parte del “Green Paper” del 2007, documento della Commissione sulla Qualità dei prodotti agroalimentari. “E’ un provvedimento – commenta – che renderà ancora più efficace la lotta alla contraffazione”.  Si introducono anche – informa Confagricoltura – alcune novità, quali le indicazioni facoltative di qualità riservate: ‘prodotto di montagna’ (i mangimi e gli ingredienti dei prodotti devono provenire dalle zone di montagna e la loro trasformazione deve avvenire in quelle aree); ‘prodotto dell’agricoltura delle isole’ (i mangimi e gli ingredienti dei prodotti devono provenire dalle isole; la loro  trasformazione deve avvenire in quelle zone solo se ne determina le caratteristiche particolari del prodotto). E’ importante anche, ad avviso di Confagricoltura, la tutela in campo internazionale dei prodotti Dop Igp con la Commissione, o una sua agenzia, che potrà intervenire legalmente a difesa dell’usurpazione del nome della denominazione d’origine. “Tale indicazione – conclude Confagricoltura – costituisce la base per l’istituzione dell’Agenzia Europea contro la Contraffazione, tante volte richiesta dalla nostra Organizzazione”.

 

 

 

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