Panettoni e pandori come prodotti “civetta”, guerra di prezzi tra aziende

Il Natale è alle porte e i supermercati sono pieni di panettoni e pandori. Da quelli tradizionali a quelli con le creme più strane, da quelli commerciali a quelli più artigianali: quando ci troviamo davanti allo scaffale con i dolci di Natale, la scelta diventa sempre più complicata.

Potremmo stare ore a studiare gli ingredienti per capire qual è il prodotto migliore, ma la verità è che tra l’uno e l’altro la differenza è quasi inesistente. La ricetta di panettoni e pandori, infatti, è stata fissata per legge: il decreto del 22.7.2005 ha stabilito gli ingredienti (quantità di burro minima 16%, uova fresche, canditi e uvetta 20% e zucchero). Quello che cambia piuttosto è il prezzo. A tal proposito ilfattoalimentare.it segnala un fenomeno alquanto strano: nelle prime settimane di novembre i dolci natalizi firmati da Bauli a Motta, hanno un prezzo di circa 7 euro, mentre quelli con il marchio dei supermercati (Coop, Auchan, Carrefour, Esselunga…) costano 2 euro in meno.

Dalla prima settimana di dicembre in poi i prezzi calano in modo drastico: di un euro a settimana fino ad arrivare a costare 2 euro (quelli di marca) e un euro (quelli dei supermercati) a ridosso della vigilia di Natale.

Come è possibile pagare un panettone così poco? Secondo ilfattoalimentare.it panettoni e pandori, essendo dolci di ricorrenza, non sono sottoposti alle normali procedure di ricarico dovute ai costi di distribuzione ai margini di guadagno. Ad essi si applica la regola del sottocosto; ma questo svilisce l’immagine di prodotti da forno che in realtà sono preparati  con ingredienti di qualità e devono seguire una ricetta precisa oltre che una lievitazione naturale che dura quasi due giorni.

Panettoni e pandori sono quindi paragonabili ai migliori prodotti del Made in Italy, ma vengono trattati come prodotti civetta per attirare i clienti. Una guerra di prezzi tra aziende che spesso producono dolci molto simili tra loro, ma li trattano come regali di Natale! Tutt’al più le differenze tra una marca e l’altra riguardano la qualità e la quantità di uvetta e canditi, le modalità di lievitazione e di raffreddamento che possono incidere sul risultato finale.

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