Salone del Gusto e Terra Madre: va in scena il valore del cibo

Cibi che cambiano il mondo. Recita così il sottotitolo scelto per l’edizione 2012 della nona edizione del Salone Internazionale del Gusto, in programma a Torino dal 25 al 29 ottobre e presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa. Tante le novità in programma, a cominciare dall’unione, per la prima volta, con Terra Madre, la rete che riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, l’allevamento e la pesca sostenibile.

Queste due manifestazioni si propongono di raccontare insieme la diversità agroalimentare di ogni continente, dando voce a chi coltiva, alleva e trasforma i suoi prodotti. L’idea di base è quella di fare del cibo un valore aggiunto delle comunità grazie al quale difendere il proprio territorio, la salute e il sistema produttivo.

Cambiando il modo di pensare la produzione e il consumo del cibo si potrà fare realmente qualcosa per migliorare il mondo in cui viviamo”, dice carismaticamente Carlo Petrini, presidente di Slow Food e della Fondazione Terra Madre, e aggiunge, “il cibo può essere anche un modo per uscire dalla crisi che stiamo vivendo. Occorre ridurre gli sprechi, accorciare le filiere, promuovere l’agricoltura urbana e restituire a ciò che mangiamo il giusto valore culturale e identificativo delle comunità a cui si appartiene”.

Al Salone del Gusto le storie di chef e artigiani provenienti dai cinque continenti testimonieranno proprio come si possa rivoluzionare il paradigma che regola il nostro mondo ormai in crisi partendo da una nuova cultura del cibo. Il programma delle iniziative è molto vasto e prevede un grande mercato, che coprirà circa 80.000 mq di spazi allestiti (tra Lingotto Fiere e Oval; laboratori del gusto e incontri con chef, vigneron, birrai ed esperti; teatri del gusto in cui sarà possibile osservare i cuochi all’opera; percorsi educativi per bambini e adulti; conferenze e dibattiti). Sottolinea Francesca Rocchi, di Slow Food Lazio, che quest’anno la maggior parte delle prenotazioni per le varie iniziative proposte è stata venduta ad un pubblico di stranieri, segno, probabilmente, che la manifestazione è diventata nel corso del tempo una finestra sul mondo e per il mondo. “La crescita dell’importanza di questo appuntamento si rintraccia anche”, sostiene Rocchi, “nelle stime delle sue ricadute economiche sul territorio che, complessivamente arrivano a sfiorare i 40 milioni di euro”.

Claudia Porchetto, assessore al Lavoro e formazione professionale della Regione Piemonte, sottolinea che “il Salone è un modo per far conoscere la regione e promuovere l’economia di tutte le altre e testimonia il cambiamento di una città, Torino, che da polo industriale si è trasformata in modo da dare accoglienza e calore a chi la visita”.

Sulla stessa linea si trova anche Enzo Lavolta, assessore alle politiche per l’ambiente, l’energia e lo sviluppo tecnologico della città di Torino, il quale evidenzia che l’attenzione con cui viene organizzata la manifestazione, l’attenzione data al rispetto per l’ambiente e la tutela del territorio possono essere la spinta per avviare un nuovo tipo di economia ecosostenibile”. Un evento che non può quindi definirsi unicamente di degustazione e gourmet ma che ma vuole rilanciare il piacere del cibo e salvaguardare i territori in cui esso viene prodotto.

 

di Elena Leoparco

Comments are closed.