Estate 2018. Sicurezza alimentare in viaggio, Ceirsa: ecco come mangiare sicuro

Quali cibi consumare in tranquillità e quali evitare quando si viaggia in mete lontane? Quando si parte per un viaggio all’estero, specialmente in paesi remoti, provare le specialità gastronomiche tipiche è parte dell’esperienze stessa e può essere molto divertente. Non è detto però che non ci siano problemi, non tanto per il gusto del cibo quanto perché qualche volta si rischia di incappare in disturbi di salute di vario tipo. Le ragioni possono essere tante, magari è solo questione di abitudine e di corretta cottura del cibo. Ma per evitare problemi è bene informarsi su quali cibi possono essere consumati in tutta tranquillità e quali, invece, è meglio evitare. Un utile vademecum arriva in questo caso dal Ceirsa, Centro interdipartimentale di ricerca e documentazione sulla sicurezza alimentare, che ha realizzato un approfondimento sulla sicurezza alimentare in viaggio.

Gli esploratori la mettevano così: di fronte a un nuovo cibo, “Cuocilo, pelalo o scordatelo”. In linea generale, scrive il Ceirsa, “è bene precisare che non necessariamente il cibo di altri paesi è meno sicuro del nostro, a volte è solo questione di abitudine: il rischio è, infatti, di venire a contatto con alimenti che contengono microrganismi sconosciuti al nostro organismo”.

Ecco dunque le precauzioni suggerite del Centro.

Una delle cause di tossinfezioni più frequente è l’acqua contaminata. In genere è opportuno consumare bevande confezionate, aperte al momento (per evitare la tentazione dei gestori di allungare o riempire le bottiglie con acqua “locale”), escludendo l’aggiunta di ghiaccio (il freddo non uccide i batteri). Anche i denti andrebbero lavati con acqua minerale o bollita.

I cibi appena cotti sono in genere sicuri, mentre quelli da consumare crudi, come le verdure, possono causare problemi.

Evitare le carni o i prodotti ittici crudi o poco cotti (un lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato nelle cozze dell’Adriatico la presenza del virus dell’Epatite A, facilmente distrutto dalla cottura ma pericolosissimo nei molluschi consumati crudi) ed i formaggi freschi prodotti con latte non pastorizzato.

Evitare le uova poco cotte, soprattutto se il tuorlo o l’albume sono ancora liquidi (indice di cottura non completa).

Evitare di consumare cibi non conservati correttamente: gli alimenti cotti devono essere tenuti caldi (sopra i 60°C), quelli freddi sotto i 10°C.

Valutare il livello igienico dei ristoranti: la pulizia dei locali e della toilette, l’igiene del personale e delle stoviglie, l’esposizione dei cibi che, nei self-services, deve avvenire a temperatura corretta ed in banchi dotati di pareti trasparenti ad un’altezza tale da garantire la protezione da colpi di tosse o starnuti degli avventori.Devono essere disponibili posate per ogni singolo prodotto dotate di un manico sufficientemente lungo da evitare contatti delle manicon l’alimento. Nel caso di gravi carenze, cambiare il ristorante o segnalarlo, nel caso ad esempio di villaggi vacanze, alla direzione ed al tour operator. Generalmente, ma non sempre, i ristoranti più affollati sono anche quelli più sicuri.

 

Prima pubblicazione 08/08/2018 ore 16.00

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