Sicurezza alimentare: Ministero Salute, il bilancio dei controlli 2013

Fra i controlli straordinari, si segnalano quelli per la contaminazione da aflatossine nel mais e nel latte e quelli legati alla frode della carne equina non dichiarata in etichetta, mentre rimane sotto osservazione di una task force multidisciplinare l’epidemia di epatite A correlata ai frutti di bosco congelati consumati crudi: i casi sono in diminuzione dalla fine dell’anno ma i controlli continuano. A fare il punto è la relazione sul Piano Nazionale Integrato 2013.

Questo delinea l’intero sistema di controlli ufficiali su alimenti, mangimi, sanità e benessere animale, sanità delle piante e ambiente: il punto di contatto nazionale per il Piano è il Ministero della Salute, attraverso la Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione (DiGISAN). Anche quest’anno la DiGISAN ha predisposto la Relazione annuale al PNI, con la collaborazione delle altre amministrazioni coinvolte: il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, le Regioni e Province autonome, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i reparti specializzati del Comando Carabinieri, il Corpo Forestale dello Stato, le Capitanerie di porto e la Guardia di Finanza.

I dati presenti nella relazione sono molteplici. Solo considerando la macroaerea che riguarda gli alimenti, si segnala che nell’ambito della vigilanza su alimenti e bevande, le Aziende Sanitarie Locali (ASL) hanno effettuato 182.216 ispezioni e 8.557 audit sugli stabilimenti riconosciuti ai sensi del Reg. (CE) n.853/2004 rilevando infrazioni relative a condizioni strutturali ed attrezzature per un totale di 21.500 non conformità. Per quanto riguarda le imprese alimentari, su 327.021 unità operative controllate, 52.395 hanno mostrato irregolarità, soprattutto nell’ambito della ristorazione, seguito da produttori e confezionatori che vendono prevalentemente al dettaglio. Le non conformità hanno riguardato, per lo più, l’igiene generale e del personale, le strutture e l’HACCP. Dei 110.017 campioni analizzati dai laboratori ufficiali, 1.975 (1,8%) sono risultati non conformi. Per le infrazioni riscontrare sono state adottate da parte delle ASL 64.677 provvedimenti amministrativi e 1.229 notizie di reato.

In base al Piano Nazionale Residui (PNR) sono stati analizzati complessivamente 45.894 campioni, di cui 176 (0,38%) non conformi. Le principali cause di non conformità sono rappresentate da contaminanti e da medicinali veterinari.

Nel 2013 le attività di routine sono state affiancate da controlli a carattere straordinario. In particolare, il controllo mirato per la contaminazione da aflatossine nel mais e nel latte ha determinato 53 ispezioni e 29 campioni di mais per la ricerca di Aflatossina B1 e 2.064 ispezioni nelle diverse strutture della filiera lattiero-casearia con prelievo di 1.725 campioni di latte per la ricerca di Aflatossina M1. Le indagini hanno consentito di rilevare 8 impianti non conformi.

Un’altra condizione straordinaria è stata causata dalla frode della carne equina non dichiarata in etichetta, in preparazioni e prodotti a base di carne bovina. Sono stati eseguiti 361 campioni di preparazioni e prodotti a base di carne bovina, 134 campioni di muscolo di equidi nazionali, 228 campioni da equidi e relative carni di origine europea, 12 campioni da equidi in importazione da Paesi terzi. In applicazione del Piano di controllo sulle carni equine è stata rilevata presenza di carne equina superiore all’1% in 14 campioni di preparazioni e prodotti a base di carne bovina. A seguito di tali riscontri si è provveduto all’esecuzione di controlli aggiuntivi su sospetto che hanno fornito ulteriori 19 casi positivi.

Nel 2013, inoltre, è stata istituita una task force multidisciplinare, composta da esperti del Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Istituto Zooprofilattio Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna (IZSLER) per indagare sull’epidemia di epatite A correlata ai frutti di bosco congelati consumati crudi. L’andamento dell’epidemia si è rivelato molto complesso: l’aumento dei casi rilevato nei primi mesi dell’anno, con un picco tra aprile e giugno, ha inizialmente interessato solo l’Italia ma nei mesi successivi altri Paesi come Irlanda, Francia, Germania, Olanda, Svezia e Norvegia sono stati interessati da casi causati dallo stesso ceppo virale. A novembre e dicembre c’è stata invece una diminuzione dei casi, confermata anche all’inizio di quest’anno, ma le indagini di tracciabilità, tuttora in corso, hanno messo in luce l’estrema complessità della catena distributiva, dovuta anche al fatto che la materia prima è tutta di origine extra nazionale.

Altri numeri: dai controlli dei NAS sono state riscontrate oltre 13 mila non conformità legate a detenzione o somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione, frode in commercio, carenze igienico strutturali, etichettatura irregolare; il MIPAAF-ICQRF ha accertato diversi illeciti nel settore della contraffazione di olio extravergine di oliva, di salumi e di miele: le irregolarità hanno comportato 250 sequestri, per un valore di circa 21 milioni di euro, 2.186 contestazioni amministrative e 174 notizie di reato. Diverse le segnalazioni e i controlli fatti da Capitanerie di Porto, NAC, Corpo Forestale e Guardia di Finanza: da segnalare le attività di contraffazione dell’olio extravergine di oliva, di etichette e packaging, di prodotti a denominazione e indicazione di origine protetta e certificati made in Italy e operazioni ad hoc sui prodotti da agricoltura biologica e nel settore vitivinicolo.

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