10 anni di Efsa: maggiore sicurezza alimentare, adesso più trasparenza

Compie dieci anni l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), una delle due agenzie europee con sede in Italia (l’altra è l’European Training Foundation a Torino) istituita nel 2002 come fonte indipendente di consulenza scientifica e di comunicazione sui rischi associati alla catena alimentare.

Nei suoi dieci anni di attività l’agenzia ha conseguito molti buoni risultati nella protezione dei consumatori europei. Ciononostante è talvolta criticata per poca trasparenza nei suoi pareri.

A gennaio del 2002 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) viene istituita a Parma. Il Consiglio dei ministri Ue e il Parlamento europeo decisero, su proposta della Commissione, di istituire l’agenzia nel quadro di un programma globale volto a migliorare la sicurezza alimentare nell’Ue, assicurare un elevato livello di protezione dei consumatori e ripristinare e mantenere la fiducia degli stessi nelle forniture alimentari dell’Ue.

L’Efsa è diventata negli anni l’organismo europeo di riferimento per la valutazione del rischio alimentare, in merito ad alimenti e mangimi, nutrizione e salute di animali e piante. Ogni nuova sostanza che entra, direttamente o indirettamente, nella catena alimentare umana e animale riceve un parere motivato dagli esperti dell’Efsa.

Sicurezza alimentare: la valutazione e la gestione del rischio sono due cose distinte. L’Efsa, in qualità di organismo incaricato della valutazione del rischio, elabora pareri scientifici e consulenza specialistica per fornire un solido fondamento all’attività legislativa e alla definizione delle politiche in Europa e per consentire alla Commissione europea, al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’Ue di assumere decisioni tempestive ed efficaci nella gestione del rischio. La sfera di competenza dell’Efsa include la sicurezza di alimenti e mangimi, l’alimentazione, il benessere e la salute degli animali, la protezione e la salute delle piante.

Tra i principali traguardi di Efsa: salmonella e mucca pazza. La consulenza scientifica dell’agenzia ha contribuito alla riduzione dei casi di Salmonella umana nell’Ue di quasi il 50 % dal 2004 al 2009 anche grazie alla collaborazione con altri organismi comunitari come il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Per quanto riguarda il cosiddetto morbo della mucca pazza, i casi di questa patologia sono crollati da diverse migliaia nel 2000 a soli 44 nel 2010.

Poi ancora, additivi, coloranti, pesticidi e indicazioni nutrizionali. Il 60 per cento dei pareri Efsa hanno riguardato queste sostanze, con più di 3000 indicazioni nutrizionali (claims, ndr) valutate fino alla fine del 2011. Per quanto riguarda il pesticidi, l’agenzia redige un rapporto annuale che riassume il rispetto o meno della relativa direttiva comunitaria. In aumento anche il controllo degli allevamenti in quanto ricerche indicano che tra un terzo e la metà delle infezioni umane hanno origine da prodotti animali.

John Dalli, Commissario europeo per la Salute e la politica dei consumatori: “La credibilità e l’eccellenza dell’Efsa in campo scientifico sono oggi riconosciute sulla scena mondiale. Dati scientifici affidabili sono fondamentali per l’attuazione di buone politiche. L’Efsa ha condotto importanti lavori di valutazione del rischio e sono fiducioso che continuerà a ben operare fondandosi sui risultati ottenuti negli ultimi 10 anni. E’ nostra ambizione continuare ad assicurare che gli alimenti che i nostri cittadini consumano rispettino i più alti standard di sicurezza”.

Critiche su trasparenza pareri e Ogm. Nel corso di questi dieci anni, l’Efsa è stata più volte criticata per presunti conflitti d’interessi tra gli esperti incaricati di redigere i pareri scientifici. Per lo più si tratta di esperti di fama internazionale che lavorano in università e centri di ricerca, e che talvolta, come liberi professionisti, hanno contatti con le industrie farmacologiche ed alimentari. Nel particolare alcune Ong hanno accusato alcuni pareri Efsa su prodotti alimentari contenenti Ogm, come l’approvazione della patata Amflora nel marzo 2010 destinata ad uso industriale e prodotta dalla multinazionale tedesca Basf. Nel particolare, le Ong contestano ad Efsa l’approvazione di due antibiotici, kanamicina e la neomicina, nel 2004, approvazione contestata anche per il ruolo giocato dal consorzio di ricerca Entransfood. 

Il 5 marzo Efsa terrà una sessione informativa a Bruxelles per presentare le norme di attuazione della propria politica sull’indipendenza e sui processi decisionali in ambito scientifico.

 di Alessio Pisanò

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