A Rosarno la mobilitazione dei coltivatori di arance

“NO all’aranciata che spreme agricoltori e lavoratori e inganna i consumatori”. E’ con questo slogan che oggi scendono in piazza a Rosarno gli agricoltori della Coldiretti. La mobilitazione di oggi è “una occasione – sostiene la Coldiretti – per spezzare la catena dello sfruttamento con il riconoscimento di un giusto prezzo ai produttori ma anche per discutere dell’aumento della percentuale irrisoria di arance contenute nelle bevande (appena il 12 per cento) e per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine”.Secondo la Coldiretti “per una aranciata venduta sugli scaffali a 1,3 euro al litro agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute, del tutto insufficienti a coprire i costi di produzione e di raccolta” inoltre le bevande in vendita contengono solo il 12 per cento di vero succo. La Coldiretti chiede alla multinazionale come la Coca Cola (Fanta)di spezzare questa catena con il riconoscimento di un giusto prezzo ai produttori ma anche con l’aumento per legge della percentuale irrisoria di arance contenute nelle bevande (appena il 12 per cento) e l’obbligo di indicare l’origine delle arance sulle etichette delle bottiglie. Nella piana di Gioia Tauro – conclude la Coldiretti – ci sono 11500 imprese agricole che propducono 440mila tonnellate di arance su 8800 ettari coltivati con un potenziale occupazionale di 792miola giornate annue di lavoro

Intanto questa mattina una delegazione della Coca Cola Corporation incontrera’ a Roma il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania: al centro dell’incontro la decisione della Coca-Cola di interrompere il suo approvvigionamento di arance da Rosarno.

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