Arriva l’etichetta per il pesce (ma per adesso è solo volontaria)

“L’indicazione dell’origine per il pesce italiano e’ un provvedimento positivo ma non sufficiente ad assicurare al consumatore la possibilita’ di conoscere sempre l’origine di quanto porta in tavola o mangia al ristorante. Solo rendendo obbligatoria l’etichettatura d’origine, e non facoltativa, potra’ infatti essere garantita piena trasparenza rispetto a una situazione che vede oggi in Italia due piatti di pesce su tre provenienti dall’estero senza che nessuno lo sappia”. Così Tonino Giardini, responsabile nazionale del settore pesca di Coldiretti, commenta il provvedimento contenuto nel decreto Sviluppo approvato venerdì in Consiglio dei Ministri.Il decreto, infatti, introduce un sistema volontario di indicazione dell’origine per chi vende al dettaglio e chi somministra prodotti della pesca, così da poter segnalare al consumatore la dicitura “prodotto italiano” o altra indicazione relativa all’origine italiana o alla zona di cattura più precisa di quella obbligatoriamente prevista dalle disposizioni vigenti in materia. Per effetto di questa norma  – sottolinea la Coldiretti – i soggetti che vendono al dettaglio o somministrano prodotti della pesca potranno utilizzare nelle etichette e in qualsiasi altra informazione fornita per iscritto al consumatore la dicitura ‘prodotto italiano’. Sara’ ammessa anche ogni altra indicazione sull`origine italiana o sulla zona di cattura del pescato piu’ precisa di quella oggi prevista dalle norme in vigore.

 Attualmente – ricorda Coldiretti Impresa-Pesca – la legge sull’etichettatura prevede la sola indicazione della zona di pesca. Il pesce italiano, ad esempio, fa parte della cosiddetta ‘zona Fao 37’, che contraddistingue il prodotto del Mediterraneo.

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