Maxi sequestro Nas, Coldiretti: diffidare dei prodotti a basso costo

Diffidare dei prodotti alimentari venduti a prezzi eccessivamente bassi dietro i quali si potrebbe nascondere il mancato rispetto dei requisiti igienico-sanitari minimi che mettono a rischio la salute ma anche lo sfruttamento dei lavoratori o dell’ambiente. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la maxioperazione dei carabinieri del Nas che si è svolta sabato scorso. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate quasi 4000 tonnellate di prodotti irregolari in diverse regioni italiane. Si tratta di merce potenzialmente pericolosa per la salute. I militari hanno eseguito circa 300 ispezioni e rilevate irregolarità nel 25% delle strutture controllate. Sono state segnalate alle autorità giudiziarie, amministrative e sanitarie 70 persone, alle quali sono state contestate circa 100 violazioni alle normative di settore e nei cui confronti sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 75mila euro. Sei le strutture produttive alle quali sono stati posti i sigilli, e circa 4mila le tonnellate di conserve e materie prime sottoposte a sequestro, per un valore di quasi 4 milioni di euro.

La frode alimentare – sottolinea Coldiretti – è un crimine particolarmente odioso perché si fonda soprattutto sull’inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti. Oltre un certo limite non è possibile farlo se non si vuole mettere a rischio la salute. Sul mercato si trovano ad esempio oli di oliva venduti come italiani a prezzi che – continua la Coldiretti – non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive e lo stesso vale per prosciutti o formaggi “spacciati” come nostrani o italiani senza esserlo. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto messa in atto dalla Magistratura e da tutte le forze dell’ordine impegnate confermano – continua la Coldiretti – la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all’inizio dell’anno approvata all’unanimità dal parlamento italiano ma non ancora applicato per le resistenze comunitarie. Le frodi a tavola sono quelle più temute dagli italiani con sei cittadini su dieci (60 per cento) che le considerano più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari, secondo l’indagine Coldiretti/Swg, poiché possono avere effetti sulla salute. Al secondo posto (40 per cento) vengono quelle legate al fisco, mentre le truffe finanziarie sono lo spauracchio del 26 per cento degli italiani, seguite a stretta distanza da quelle commerciali, come la contraffazione dei marchi (25 per cento).

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