Panettone e pandoro, UNC: ecco come scegliere quelli “veri”

Chi è davvero in grado di riconoscere un pandoro e un panettone tipici, distinguendoli, a colpo d’occhio, da verosimiglianti imitazioni? Probabilmente per la maggior parte dei consumatori sarebbe un’ardua impresa, considerando anche che il “dolce taroccato” talvolta è così simile a quello tradizionale da rendere estremamente difficile cogliere, almeno a prima vista, le differenze.

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che per aiutare i consumatori nella scelta dei “veri” panettoni e pandori, è stata emanata una specifica normativa: il decreto ministeriale del 22 luglio 2005 che ha stabilito con precisione caratteristiche e composizione di questi prodotti, assegnando loro “una vera e propria carta d’identità”. E’ stato fatto un po’ d’ordine a discapito dei produttori disonesti che, guidati da logiche meramente commerciali, avrebbero potuto stravolgere la ricetta originale dei dolci, danneggiando l’immagine dell’intero comparto dolciario.

La norma ha stabilito che le denominazioni di panettone e pandoro sono riservate ai prodotti che contengono obbligatoriamente burro e uova fresche e che sono fatti di pasta morbida ottenuta con lievitazione naturale. Oltre agli ingredienti obbligatori, il produttore ne può aggiungere di facoltativi (anch’essi indicati dalla legge) che vanno però dichiarati in etichetta.

Le versioni “speciali e arricchite”, con farciture, glasse o decorazioni, dovranno contenere almeno il 50% dell’impasto base. Ogni variazione rispetto alla versione “classica” dovrà inoltre essere riportata in etichetta accanto alla denominazione riservata, così che il consumatore potrà facilmente comprendere quali sono le reali caratteristiche del prodotto e scegliere consapevolmente prima di acquistarlo: ad esempio “Pandoro con gocce di cioccolato farcito alla crema”.

Il decreto stabilisce infine che i prodotti non conformi alle disposizioni indicate possono essere commercializzati, ma non possono fregiarsi delle denominazioni riservate. In questi casi i produttori dovranno piuttosto affidarsi a nomi di fantasia: ad esempio, “Dolce di Natale” al posto di panettone e pandoro.

Un commento a “Panettone e pandoro, UNC: ecco come scegliere quelli “veri””

  1. cinzia gueli ha detto:

    Ho acquistato un pandoro prodotto da una nota e blasonata pasticceria artigianale, 750 g per 16 euro. Nell’elenco degli ingredienti era presente il “misto d’uovo”. In base al decreto ministeriale del 22/07/2005 che prevede esclusivamente l’utilizzo di uova fresche non si potrebbe etichettare il prodotto come “pandoro” o sbaglio? Ho scritto al produttore esprimendo la mia delusione ma la sua risposta ha semplicemente escluso che possa trattarsi di uova in polvere, affermando che si tratta di uova pastorizzate di ottima qualità. Chiedo cortesemente un chiarimento ringraziandoVi anticipatamente.
    Cordiali saluti
    Cinzia Gueli