Ricotta verde acquistata in un supermercato a Frosinone, Asso-Consum chiede tracciabilità

Un nuovo caso di ricotta colorata: è avvenuto ad Anagni, in provincia di Frosinone, e a denunciarlo è Asso-Consum, su segnalazione del consumatore che ha trovato la “bella sorpresa”. La persona in questione ha acquistato una confezione di ricotta Vallelata, con due monoporzioni: una di queste è stata consumata senza problemi, mentre l’altra, al momento dell’apertura, si è rivelata di colore verde e arancio. E c’è una foto abbastanza eloquente che documenta la cosa.

Asso-Consum precisa che l’apertura di entrambe le monoporzioni è avvenuta con qualche giorno di anticipo rispetto alla data di scadenza del prodotto, fissata al 1 giugno 2012. L’Associazione ritiene che si tratti di un episodio gravissimo, in merito al quale è necessario fare al più presto chiarezza, individuando le responsabilità di un episodio che mette in pericolo non solo la salute del consumatore che ha denunciato la cosa ma anche, potenzialmente, anche quella di altri cittadini che hanno acquistato prodotti della medesima partita.

In questi anni abbiamo assistito a numerosi e altrettanto gravi casi di questo tipo, come le mozzarelle blu o la ricotta rossa. L’episodio di cui stiamo parlando porta di nuovo alla ribalta la questione della tracciabilità della filiera produttiva: si tratta di una procedura che al momento in Italia non è prevista per i prodotti caseari, ma che invece sarebbe necessaria per individuare, appunto, la provenienza del latte – spiega Daniela Perrotta, Presidente di Asso-Consum – Asso-Consum sta valutando possibili azioni da intraprendere nelle sedi competenti, primo tra tutti il Ministero della Salute, anche per avviare opportune analisi finalizzate ad individuare la causa dell’episodio“. L’Associazione chiede maggiori e capillari controlli da parte di Nas e Asl in ambito alimentare e pene più severe per le aziende che infrangono le regole in questo settore.

3 Commenti a “Ricotta verde acquistata in un supermercato a Frosinone, Asso-Consum chiede tracciabilità”

  1. francesco ha detto:

    Incredibile errore di valutazione e ignoranza sulle normative che regolano la tracciabilità e i controlli sugli alimentari in genere..evidentemente allarmismo equivale qui anche a terrorismo su produttori e aziende anche serie(scrivo da scrupoloso consumatore)..ma mi spiace dirlo…Asso.Consum avete toppato….ma non tutto e perduto anche gli errori servono per crescere…….

  2. Costante ha detto:

    Ancora a commento: L’ignoranza sì che è il peggior nemico, specie per chi si atteggia a censore : forse Asso-consum non sa che la tracciabilità è legge non solo per i prodotti caseari, ma per tutti i prodotti alimentari, che in base ai Regolamenti CE devono essere tracciabili. lo verificano i veterinari ASL territorialmente competenti che dipendono dal Ministero della Salute. Certo non è l’origine della materia prima a determinare un incidente su una confezione (la gemella era pulita).E’ noto a chi ha l’accortezza di documentarsi e non parlare a vanvera che può succedere anche con il latte italiano della stalla accanto. Dal punto di vista sanitario la materia prima è controllata nella CE, Italia compresa, secondo precise normative CE proprio renderne sicuro l’utilizzo in tutta la Comunità a “difesa della salute del consumatore”. Purtroppo non è sempre detto che il latte nazionale sia migliore di quelli della CE. Documentiamoci e smettiamo di invocare la ghigliottina ,ad ogni spirar di vento, sulle aziende alimentari che producono lavoro. Assoconsum fa lo stesso quando si buca un pneumatico di una bicicletta o di una macchina?

  3. Costante ha detto:

    Non si capisce perché davanti ad un comune ed isolato (non ci sono altri reclami nell’ambito dello stesso lotto) incidente di chiarissimo episodio da muffa in superficie, vedi foto, subito le associazioni consumatori e i giornalisti si gettino a pesce sulla notizia sparando su un’azienda seria.(lascino finire gli accertamenti , evidentemente devono far vedere che ci sono e fanno qualcosa, ignorantemente ed evidentemente solo danni di immagine) è un episodio accidentale e raro, statisticamente possibile , non pericoloso perché il consumatore certamente non ha consumato , e poi su quel substrato non crescono muffe tossinogene. La causa può tranquillamente essere un microforo per urto accidentale sulla capsul. Piantiamola di far tanto rumore e danno per nulla. BUON SENSO !!!