Sospetta brucellosi, CFS sequestra oltre 1000 bufale nel casertano

Oggi il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato, su disposizione del GIP del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, 1112 bufale localizzati in quattro distinti allevamenti in seguito alla scoperta dell’illegale sistema di  copertura della brucellosi ai danni della salute pubblica e del consumatore. I controlli della Forestale hanno evidenziato, infatti, che i capi di bestiame sequestrati erano stati sottoposti alla somministrazione di dosi massicce di vaccino, servito ad occultare la presenza della malattia infettiva durante i controlli sanitari.  

Tale “accorgimento” fraudolento è finalizzato ad evitare l’abbattimento dell’animale infetto, come invece previsto dal programma europeo di eradicazione della brucellosi proprio al fine di eliminare il rischio di infezione. Conseguenza dell’espediente utilizzato dagli allevatori è il passaggio del batterio vivo della brucella dall’animale al latte prodotto, con evidente pericolo di contaminazione anche per il consumatore.

Il sistema criminale, smascherato dalla Forestale, favorisce la permanenza del batterio negli allevamenti e negli altri luoghi di lavorazione del latte infetto, con conseguente pericolo di contaminazione per gli operatori che manipolano il latte prima della pastorizzazione.

Doppio è stato il danno perpetrato dagli allevatori, sia alla salute, sia  all’economia. I titolari dell’allevamento, infatti, non solo nascondevano la malattia infettiva delle bufale, eludendo i controlli messi in atto dalle autorità sanitarie territoriali e nazionali a partire dall’anno 2000, ma, dopo aver sfruttato fino allo stremo gli animali per ricavarne quanto più latte possibile, procedevano al loro abbattimento al solo scopo di percepire i contributi previsti dall’Unione Europea.

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