Taralli pugliesi sequestrati: prodotti con mangime per cavalli

E’ un duro colpo per il Made in Italy e per tutti gli amanti dei prodotti tradizionali del Sud Italia: il sequestro di oltre 2700 confezioni di taralli pugliesi, prodotti da una nota azienda di Corato (Bari) che, invece che normale farina, utilizzava mangime per cavalli.

Il sequestro dei prodotti, da parte del Nucleo Agro-Alimentare e Forestale del Corpo Forestale di Bari, è avvenuto il 19 settembre scorso, ma la notizia è stata resa pubblica solo ieri. Durante un’ispezione ai locali di produzione, gli agenti hanno trovato quattro sacchi di crusca etichettati come “mangime”, quindi a uso zootecnico e non alimentare, che l’azienda utilizzava come ingrediente per la produzione di taralli. I codici delle fatture d’acquisto della crusca coincidevano con quelli del prodotto in lavorazione. E la macabra scoperta non finisce qui: la crusca in parte era stata anche invasa da parassiti e ora si attendono le analisi affidate all’Arpa, per accertare eventuali altre tossicità presenti nel prodotto.

Le confezioni di taralli erano pronte alla commercializzazione e presentavano il marchio “Fiore di Puglia”, azienda leader nel settore. Sul sito dell’azienda si legge che “tutte le materie prime vengono corredate  da un certificato di conformità per ogni consegna effettuata” e si provvede “al controllo delle stesse tramite laboratori esterni certificati”. E ancora: “operiamo tramite società esterne qualificate con un piano di disinfestazione e di derattizzazione formalizzato le cui attività sono registrate. Per ora il titolare della ditta è stato denunciato per vendita di sostanze alimentari “genuine non genuine”, commercio di sostanze alimentari nocive.

Il video del sequestro ha fatto il giro dei telegiornali.

 

4 Commenti a “Taralli pugliesi sequestrati: prodotti con mangime per cavalli”

  1. Stefano Lo Turco ha detto:

    Vedete che già pare che non è proprio vero quello che disse il video della Forestale e che le analisi dicono che era tutto apposto. Ma mi pareva poco credibile questo video che faceva vedere un secchio e poi diceva che le fatture fiscali certificavano che il secchio di segatura si usava per fabricare i taralli. Per via dello stesso codice ? Ma che codice?? Quelle sono cose del comemrcialista ma che ne capisce la Forestale di codici della fatture vorrei sapere, manco fosse la Guardia di Finanza.

  2. Susanna Guyot ha detto:

    Ma quanto sono bravi gli italiani a farsi male da soli. Si aspettano le analisi, la azienda dice che era solo segatura per asciugare i pavimenti. Se diffondiamo allarmi cosi’ finisce che all’estero, e anche in Italia, si fa tutto stesso brodo e i prodotti pugliesi perdono mercato. Chi fa distinguo tra tarallo o altro poi ?? Il tarallo è una bandiera. Saluti

  3. Marco Bernardi ha detto:

    Calma. Pare che la notizia non sia vera. Il nome dell’azienda già si se e hanno fatto anche loro stessi un comunicato. Le analisi si stanno ancora facendo e la crusca per cavalli pare fosse segatura usata per asciugare il pavimento e assorbire gli olii, dice l’azienda. Poi tra un po’ le analisi smentiranno tutto e sara’ stata la solita sbatti il mostro in prima pagina. Fare notizia, non importa come, no ?

    Oltretutto, basta cercare su Internet, la crusca è una piccolissima parte, tipo l’uno per cento, del contenuto dei taralli. interviene nel costo di produzione pochissimo. Ora: non mi pare molto credibile che per riparmiare praticamente nulla un cristiano mette i vermi nei taralli ?? No, a me non pare credibile. Piuttosto un tentato scoop, si

  4. cristiana ha detto:

    sono una delle sfortunate clienti ke consumava abitualmente questi taralli e li davo ogni giorno a scuola ai miei filgli come merenda.cosa dobbiamo fare…o meglio,cosa rischiamo?