Zucchero di canna, CfS risponde alle preoccupazioni del Codici

Zucchero di canna: più o meno sano di quello bianco? E’ questo l’argomento dell’ultimo approfondimento in onda su spazio consumatori.tv. Nel servizio, a rispondere alle osservazioni del Codici è il Commissario Capo del Corpo Forestale, Lando Desiati, al quale l’Associazione aveva inviato tempo fa un esposto sollevando, appunto, alcune perplessità sulla salubrità dello zucchero di canna grezzo.

“Non si può propriamente parlare di scarsa informazione, perché quello che noi troviamo sulle etichette garantisce il prodotto zucchero, che troviamo sia all’interno del prodotto ricavato dalla canna da zucchero sia all’interno di quello ricavato dalla barbabietola da zucchero” spiega il Commissario alle telecamere di spazio consumatori.tv.

Inoltre, il Commissario Capo chiarisce che il processo di raffinazione utilizza metodi fisici piuttosto che chimici e non altera la composizione della sostanza. In Italia la principale normativa sul tema risale al 1992 ed informa il cittadino su alcuni parametri fondamentali che non devono mai mancare, come la data di scadenza, la denominazione del prodotto e così via. Quindi il produttore, per legge,  non è tenuto ad informare il consumatore in etichetta circa il trattamento della sostanza e l’eventuale processo di raffinazione. “Purtroppo, ribadisce il Commissario, alcune informazioni sono considerate dalla legge come aggiuntive e volontarie. E solo alcuni produttori virtuosi utilizzano questa pratica”.

Il consumatore che vuole accedere a maggiori informazioni  può rivolgersi alle autorità competenti, come gli organi di polizia e quelli di controllo e soprattutto  deve fare attenzione alla veridicità di alcune campagne mediatiche che vengono portate avanti in questo settore.

L’associazione Codici inoltre chiede al Corpo forestale di indagare su alcune segnalazioni che denunciano che “lo zucchero di barbabietola potrebbe essere addizionato ad un colorante detto caramello ammoniacale, in codice E150 d, e  venduto come zucchero di canna”  Su questa ipotesi il  Commissario manifesta due perplessità: La prima è che i tre quarti dello zucchero che compriamo è zucchero di canna. La seconda è che dato che generalmente si spendono dei soldi per sbiancare il prodotto, sarebbe strano che i produttori ne spendano altri per colorarlo”. Tuttavia – continua Desiati- Se questo avvenisse sul serio sarebbe sicuramente una frode.

Il commissario conclude che quello della frode nello zucchero di canna non sarà un problema da combattere, in quanto le stesse aziende italiane sono interessate a garantire trasparenza, ma sarà una informazione in più da portare al consumatore e il corpo forestale si farà  portavoce del consumatore.

Per vedere il servizio “Zucchero di canna, il Corpo Forestale risponde all’Esposto dell’Associazione Codici” è possibile cliccare qui oppure collegarsi al sito www.spazioconsumatori.tv.

Comments are closed.