SIPP: dolce o salato? I bambini raccontano il cibo

Cosa mangiate di più? Vi piace provare nuovi sapori… dolci o salati? Tenete accesa la televisione mentre cenate? Fate colazione prima di andare a scuola? E di solito praticate giochi dinamici o sedentari? Queste, alcune delle domande che sono state rivolte ad un campione di 800 bambini tra i 3 e i 9 anni, di Martina Franca (Taranto), nel corso di un’indagine sull’alimentazione dal titolo “La Borsa delle Buone Azioni”, promossa da SIPPS in collaborazione con Editeam, con l’obiettivo di promuovere un approccio all’educazione alimentare basato sulle effettive percezioni, curiosità e richieste dei diretti interessati, i bambini appunto.

La scelta della Puglia, come target dell’indagine, non è stata casuale: la Puglia, infatti, rappresenta una delle Regioni in cui il sovrappeso in età pediatrica ha importanti risvolti epidemiologico-sanitari. Un primo dato interessante emerso dall’indagine è che il pensiero del cibo viene associato prevalentemente a un alimento specifico soprattutto nei bambini in età prescolare, che vivono l’alimentazione anche in relazione al suo effetto direttamente legato alla crescita. I bambini più grandi, invece, pur senza perdere di vista i cibi, rivelano una maggiore sensibilità nei confronti dei sapori, il che entra in piena sintonia con lo sviluppo di preferenze e con la ricerca di abbinamenti o preparazioni specifiche. In altri termini, se per i più piccoli la pasta è quella che si acquista al supermercato, magari con una determinata forma, in età scolare essa si materializza idealmente in un piatto che esprime le preferenze di ciascuno.

Dall’indagine emerge, poi, un’abitudine dannosa diffusa: più di 4 bambini su 10, in particolare in età scolare, ammettono di tenere la televisione accesa durante i pasti. In netto contrasto con quanto spesso lamentano le mamme, è il dato sulla curiosità dei bambini verso sapori nuovi: 6 su 10, in entrambe le fasce di età, ammettono la loro disponibilità a nuove esperienze culinarie, senza preferenze specifiche per il dolce o il salato.

Una differenza alquanto netta tra le due fasce d’età considerate riguarda, invece, la preoccupazioni dei genitori: in età prescolare esse sembrano focalizzarsi su un consumo di cibo ritenuto insufficiente o su una scarsa varietà della dieta; con la crescita dei bambini, al contrario, aumenta il timore di un’alimentazione eccessiva che possa determinare il rischio di sovrappeso. Un concetto, questo, ancora più avvalorato dalla diversa concezione che i bambini hanno della dieta: i più grandicelli, infatti, tendono a considerarla un sacrificio piuttosto che un modello comportamentale.

Se, infine, appare positivo il riscontro sull’abitudine a consumare la prima colazione, che viene saltata soltanto dal 6% dei bambini, contro dati ben più elevati (fino al 20%) emersi da indagini condotte in precedenza sul territorio nazionale, lo stile di vita può sollevare qualche perplessità. A fronte del 94% dei bambini di scuola materna che afferma di giocare all’aria aperta, infatti, la percentuale si riduce di 8 punti in età scolare, fascia di età in cui 2 bambini su 3 dichiarano di praticare almeno un’ora di sport ogni settimana e altrettanti ammettono di impiegare il tempo libero guardando la televisione.

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