Slow Food: accesso a cibo e difesa ambiente fra le sfide del futuro

“Il cibo buono, pulito, giusto e sano è un diritto di tutti e fino a quando anche solo una persona sul pianeta non ne avrà accesso, non smetteremo di batterci per garantirlo”. È quanto rivendica la Dichiarazione di Chengdu con cui si è concluso il congresso internazionale di Slow Food in Cina. Il documento, approvato in chiusura dei lavori, sintetizza in otto punti le principali sfide dell’associazione nei prossimi anni: impegno per il cibo, a salvaguardia dell’ambiente e di tutte le diversità, rifiuto delle discriminazioni e dell’iniqua spartizione delle ricchezze, accesso alla conoscenza come diritto di tutti.

“La salvaguardia dell’ambiente – si legge ancora nella Dichiarazione – è la principale priorità del nostro agire come attivisti, agricoltori, pastori, pescatori, artigiani, studiosi, cuochi. La produzione, distribuzione e consumo di cibo non possono essere in conflitto con il diritto a godere di un ambiente sano e dei suoi frutti per le generazioni che verranno”. Nelle sfide che Slow Food si impegna a combattere nei prossimi anni ci sono la necessità di battersi affinché a tutti sia garantito l’accesso al cibo buono, pulito, giusto e sano; l’accesso alla conoscenza come un diritto comune e stessa dignità per saperi tradizionali e accademici; il rifiuto di qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale; la salvaguardia dell’ambiente; la necessità di ribadire che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come esseri umani e come collettività; la volontà di affrontare a tutti i livelli l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità.

“Questo Congresso ribadisce con forza il nostro rifiuto per l’attuale modello di sviluppo. In queste giornate di lavori, le testimonianze della rete di Slow Food e Terra Madre hanno confermato che modelli alternativi e vincenti già esistono. Anche la giovane ma già attiva rete cinese di Slow Food ha intrapreso con successo questa strada e ciò assume una portata straordinaria, se si pensa a quanta parte delle sfide future si giocano in questo Paese”: così Carlo Petrini nel discorso conclusivo del Congresso che lo ha riconfermato presidente, davanti ai 400 rappresentanti della rete da 90 Paesi. La prossima politica di Slow Food si svolgerà dunque sulla linea della difesa della diversità in tutti i suoi aspetti, della lotta alle diseguaglianze e della diffusione della conoscenza.

Difesa dell’ambiente e della biodiversità rimangono prioritari. Proprio in questi giorni Slow Food ha lanciato la sua campagna Menu for Change che rivendica la necessità di fermare il cambiamento climatico a partire dal cibo. Si tratta di una campagna internazionale di comunicazione e raccolta fondi che lega il cambiamento climatico alla produzione e al consumo di cibo. “Nella gastronomia noi ci mettiamo anche l’ecologia, e la qualità alimentare non può prescindere dal rispetto ambientale – dice Petrini – Per questo, Menu for Change, la campagna che abbiamo avviato sul riscaldamento globale, è la ricetta per il cambiamento positivo”.

 

Notizia pubblicata il 02/10/2017 ore 17.24

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