Spesa, Federalimentari: in caduta quella alimentare, -10% dal 2007

Frigoriferi e dispense vuoti: così la crisi ha ridotto la spesa alimentare degli italiani che, tra il 2007 e il 2012, è calata di 20 miliardi (-10%). Solo nel 2012 il calo è stato del 3% per un valore di 6,8 miliardi di euro,”pari a 10 volte il mercato di computer, smartphone e tablet, 10 volte gli incassi dell’industria cinematografica, 2 volte il business del calcio, il doppio di quello del libro”. L’allarme arriva da Federalimentare che oggi ha presentato il bilancio 2012 dell’industria alimentare.

L’incremento di fatturato del 2,3% registrato nel 2012 dall’industria alimentare (che ha raggiunto i 130 miliardi di euro) “è dovuto esclusivamente all’effetto prezzi”. Infatti la produzione in termini quantitativi è calata dell’1,4% sul 2011 a parità di giornate lavorative. Continua la corsa dell’export che nel 2012 ha raggiunto i 24,8 miliardi di euro, +8% sul 2011 e un’incidenza del 19% sul fatturato totale.

“Famiglie ridotte allo stremo” il commento di Federconsumatori e Adusbef che sottolineano come la domanda alimentare sia la più difficile da far calare. La diminuzione del 3% dei consumi alimentari nel 2012 denunciata da Federalimentare, rappresenta, quindi, un segnale di gravità inaudita, che appare ancora più sconcertante se affiancato al dato rilevato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativamente alla contrazione generale dei consumi nello stesso anno, pari al -4,7%.

“Un andamento che non accenna a migliorare nemmeno nell’anno in corso, per il quale abbiamo stimato un’ulteriore caduta dei consumi del -1,4%, con una relativa diminuzione della spesa delle famiglie di 9,9 miliardi di euro. Addirittura, nel biennio 2012-2013, a fronte di una contrazione dei consumi del -6,1%, la caduta della spesa delle famiglie risulta pari a -44 miliardi di euro”.

“Una situazione estremamente critica, di fronte alla quale è necessario intervenire al più presto, per scongiurare effetti ancora più drammatici per le famiglie e per l’intera economia – dichiarano i Presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Per questo ribadiamo l’urgenza di alcuni provvedimenti indispensabili che dovranno essere presi non appena formato il nuovo Governo. Al di là di questioni, pur sempre fondamentali, quali l’approvazione di una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini una reale possibilità di scelta dei propri rappresentanti, o l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, bisogna adottare tre misure immediate per il rilancio economico del Paese:

  1. Abolire l’aumento dell’IVA da luglio,
  2. Disporre una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso,
  3. Avviare una ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca.

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