Stop al wine kit, Cia: falsi scippano al made in Italy 60 mld l’anno

Frodi e falsi scippano al mercato agroalimentare italiano 60 miliardi di euro l’anno. E’ quanto commenta la Cia-Confederazione italiana agricoltori valutando positivamente lo stop da parte dell’Interpol alla commercializzazione nel Regno Unito del wine kit. L’associazione ricorda come a finire nel mirino dell’agropirateria sono molto spesso i prodotti più pregiati, contrassegnati dai marchi Dop e Igp: proprio quelli che dovrebbero offrire un’assoluta garanzia di sicurezza alimentare, che è il criterio al primo posto nelle scelte per otto consumatori su dieci. “È necessario -afferma la Cia- usare “tolleranza zero” nei confronti degli autori delle truffe e degli “inganni a tavola”, che minano la credibilità di uno dei più importanti driver di crescita nazionali, con una quota pari al 20 per cento dell’export agroalimentare e un fatturato oltreconfine di 4,7 miliardi di euro. L’Italia conta 521 vini a denominazione d’origine: una realtà costituita da 330 Doc, 118 Igt e 73 Docg.Il ripetersi dei sequestri -conclude la Cia- testimonia il crescente impegno da parte delle autorità competenti nei confronti del controllo della qualità, anche grazie all’efficace collaborazione tra i vari enti di tutela che operano sul territorio italiano ed europeo. Ora però è fondamentale che la lotta alle frodi alimentari e sul vino in particolare si estenda al di là dei confini europei, dove si riscontra più della metà dei casi di commercializzazione di wine-kit”.

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