Street food, Milano: 50 isole itineranti del gusto per turisti e residenti

Il cibo di strada gustato all’ombra delle bellezze milanesi. Quest’anno turisti e residenti potranno concedersi una pausa gastronomica itinerante grazie alle 50 isole del gusto sparse nel cuore di Milano. “Oggi lo street food rappresenta una modalità di consumo ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali. Come Amministrazione – dichiara Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio – abbiamo non solo favorito la scoperta dei gusti e dei sapori della nostra e di altre tradizioni gastronomiche, ma soprattutto sostenuto la nascita di nuove opportunità commerciali e occupazionali per i giovani, coniugate all’utilizzo di mezzi sempre più ecologici e innovativi”.

Dalle centrifughe di frutta e verdura alla scoperta dei sapori autentici della tradizione italiana, fino a specialità della tradizione mediorientale preparate ai fornelli da rifugiati politici siriani. Il tutto su mezzi poco inquinanti. La regola è, infatti, che i food truck utilizzati (tricicli o quadricicli) abbiano tutti un’estetica compatibile con il contesto urbano e una dimensione massima in esercizio di 3,60 metri di lunghezza per 1,70 di larghezza, oltre a essere eco-friendly, a trazione a pedali o assistita oppure a motore elettrico. I singoli mezzi possono sostare per un tempo massimo di due ore e devono rispettare una distanza minima di 250 metri dalla presenza di un operatore similare, così da rispettare la concorrenza. Nei giorni concomitanti lo svolgimento di mercati settimanali scoperti o fiere, l’attività di street food può essere svolta solo a una distanza minima di 500 metri. Per rispettare l’ambiente e garantire la civile convivenza, gli operatori che devono utilizzare olio bollente o griglie sono dotati di apposite cappe per l’abbattimento degli odori. Per svolgere l’attività, i 50 operatori pagano un canone Cosap di circa 1200 euro annui.

“Abbiamo reso permanente una sperimentazione che ha avuto successo durante Expo, cioè la possibilità – per un numero ridotto di mezzi ecologici a pedali o elettrici – di vendere street food in zona 1″ spiega l’assessore Cristina Tajani. È una delle eredità di Expo che permette di gustare prodotti Dop, Igp, Stg e Pat, ma anche sapori cosmopoliti. Tra le prelibatezze troviamo, per esempio, “Mozzarella e Dintorni” che propone bruschette e quanto è tipico nel territorio salentino. “Pop Dog” reinterpreta invece il classico hot dog statunitense nelle varianti messicana, giapponese ecc. “Sapori in movimento” suggerisce gnocco e tigelle accompagnate dai salumi emiliani. “PicoBrew”, un pub itinerante ideale per chi ama le birre artigianali realizzate con materie prime del territorio milanese. “Pestofino” che ripropone sapori e profumi del Tigullio, dalla pasta fresca alle salse per condire, da quella al basilico a quella alle noci. E poi i gelati della “Gelateria Gorini”, che porta in centro città i più tipici gusti preparati con ingredienti Dop e Igp come i pistacchi di Bronte, i limoni di Sorrento, lo zafferano de L’Aquila o le amarene brusche di Modena, oltre a “Street Juice” che propone centrifughe, frullati ed estratti derivati da frutta e verdura biologici e a chilometro zero.

 

di Marianna Castelluccio

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