Uova e latte con diossina, eurodeputato Zanoni: “Lombardia deve intervenire”

L’Europa invita l’Italia a intervenire contro la presenza di alti livelli di diossine nel latte e nelle uova prodotti vicino a siti di interesse nazionale che necessitano di interventi di bonifica. E’ quanto emerge dalla risposta del Commissario Ue Tonio Borg all’interrogazione dell’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, che ha denunciato in Europa il monitoraggio nazionale italiano su diossina e PCB in latte e uova prodotti vicino ai siti inquinati di interesse nazionali e i preoccupanti dati relativi alla Lombardia.

I dipartimenti di prevenzione veterinaria delle Aziende Sanitarie Locali hanno infatti analizzato campioni di uova provenienti da novantuno allevamenti destinati all’autoconsumo nel raggio di dieci chilometri dai siti industriali di Sesto San Giovanni, Cerro al Lambro (MI) e Mantova: nel 75% delle uova analizzate il quantitativo di diossina e PCB risulterebbe essere superiore al limite di 6 picogrammi per grammo di grasso previsto dal regolamento CE n. 1881/2006.

“La raccomandazione 2013/711/UE della Commissione europea sulla riduzione della presenza di diossine, furani e PCB nei mangimi e negli alimenti, raccomanda agli Stati membri che, qualora si riscontrino livelli superiori al livello d’azione nel caso delle uova biologiche e delle uova da allevamento all’aperto, si compiano indagini per identificare la fonte della contaminazione e si  adottino misure per ridurre o eliminarla”, ha detto Borg.

Commenta Zanoni: “Fatto il monitoraggio e avuti i risultati, adesso bisogna agire subito sia per prevenire che i consumatori italiani vengano in contatto con queste pericolose sostanze che per risolvere all’origine la fonte di questo inquinamento. Per questo invito soprattutto la Regione Lombardia, visti i preoccupanti livelli di diossina riscontrati, a non perdere tempo in chiacchiere e ad intervenire nel reale interesse dei suoi cittadini”.

Il Commissario Ue ha confermato che “per assicurare un livello elevato di protezione della sanità pubblica, le uova che presentino un livello di diossine e di PCB superiore al livello massimo stabilito non possono essere commercializzate nell’UE. Gli Stati membri hanno la responsabilità di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la salute pubblica in relazione alle uova prodotte nei cortili e destinate al consumo personale e non alla commercializzazione”.

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