Verso le elezioni, Task force lancia appello no-OGM

“Scegliere gli OGM significherebbe mettere in discussione i diritti delle generazioni che verranno e quelle dei consumatori, rischiando di compromettere l’equilibrio ambientale”. E’ quanto si legge nell’appello no-Ogm rivolto a partiti e candidati dalla Task force per un’Italia libera da OGM, che riunisce al suo interno associazioni rappresentative del mondo dell’agricoltura, dell’ambiente e del consumerismo. In vista delle prossime elezioni, la sigla chiede di dire no all’adozione di coltivazioni transgeniche in base alla sovranità alimentare e al fatto che gli alimenti “hanno una destinazione universale”, mentre le produzioni transgeniche “ledono, anzitutto, diritti che sono universali”.

Una scelta in favore degli OGM, dice la Task force, farebbe venire meno “quei principi di precauzione e di responsabilità che implicano il dovere di informare ed impedire l’occultamento di dati e ricerche su possibili rischi, sia per la salute che per l’ambiente; a riguardo basta sottolineare che una vasta parte della comunità scientifica continua ad esprimere forti e rinnovate perplessità e significative resistenze all’impiego delle tecnologie transgeniche”. Altro elemento contestato è che la scelta degli OGM finirebbe per mettere in discussione il modello agricolo e zootecnico italiano, una “chiave identitaria e distintiva basata sulla qualità e sulla bio-diversità” che dà vita a sua volta al Made in Italy. Gli OGM porterebbero infine, argomenta la Task force, un conflitto con quelle esperienze di consumo basate sulla trasparenza, sulla sicurezza e sulla riconoscibilità del produttore.

La richiesta al nuovo Governo? Esprimersi chiaramente contro gli OGM già all’indomani dell’insediamento. “Chiediamo – si legge nell’appello – in modo chiaro e trasparente a tutti i partiti e candidati impegnati nella consultazione elettorale di esprimersi in merito alla adozione, entro sessanta giorni dalla data di formazione del Governo, della clausola di salvaguardia da notificarsi alla Commissione europea, su iniziativa dei Ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali, della Salute, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, al fine di vietare ogni forma di coltivazione di OGM autorizzati a livello europeo (mais MON-810 e patata Amflora) a tutela della sicurezza del modello economico e sociale di sviluppo dell’agroalimentare italiano”.

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