Vino, Ministro Martina su Testo Unico: “Buona partenza per dare slancio al settore”

Unificare tutte le norme che oggi disciplinano il comparto del vino in un unico testo per semplificare i procedimenti, attraverso un coordinamento e un’armonizzazione delle diverse fonti. E’ l’obiettivo del “Testo Unico della Vite e del Vino” presentato ieri presso la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati. Il documento è frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto le diverse sigle che rappresentano le realtà economiche del settore vitivinicolo: Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane dell’agroalimentare), Unione Italiana Vini, Federvini, Assoenologi e Federdoc.

Il susseguirsi di provvedimenti, a livello comunitario, nazionale e regionale,  ha di fatto creato nel corso degli anni un coacervo normativo molto intricato ed eccessivo. Dalla coltivazione in vigna, alla produzione di vino, fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione dei prodotti, le imprese devono ottemperare ad un numero insostenibile di obblighi. Per questo le Organizzazioni del settore si sono fatte promotrici del Testo Unico finalizzato ad accompagnare, dalla produzione fino alla movimentazione e alla vendita, i prodotti che hanno origine dalla lavorazione delle uve e a disciplinare l’attività dell’intero ciclo economico con le relative implicazioni normative di interesse settoriale e generale. Il testo è stato consegnato ai Presidenti della Commissione Agricoltura della Camera Luca Sani e del Senato Roberto Formigoni e passerà ora all’esame del Parlamento.

“La necessità di semplificazione burocratica e amministrativa è uno dei motivi per cui è nato questo Governo e quindi tutte le iniziative legislative che vanno in questa direzione non possono che essere positive – ha commentato il neo Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina – La proposta di un testo unico delle norme sul vino è un’ottima base di partenza, che può dare slancio ad un comparto che con i suoi numeri traina davvero il Made in Italy agroalimentare. Il fatto che sia la filiera a proporre questo intervento è un’ulteriore notizia positiva, perché è il segno di un dialogo tra Istituzioni e imprese che va reso concreto ed efficace. La politica deve essere in grado di fare proprie le richieste di chi fa impresa e crea posti di lavoro, oggi più che mai. Invito quindi i Presidenti Sani e Formigoni e le Commissioni agricoltura di Camera e Senato a ragionare su questa opportunità per il settore vinicolo. Da parte mia assicuro che terremo conto del documento e solleciterò gli uffici del Ministero, che già si occupano di questo tema, a lavorare in tal senso”.

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