Abusivismo edilizio, Legambiente: condono sempre dietro l’angolo

Solo nel 2013, nonostante la crisi economica, si stima che siano stati costruiti 26 mila immobili illegali fra ampliamenti e costruzioni: circa una nuova casa su dieci è fuorilegge. Il cemento illegale conta su un “incentivo” rappresentato dai condoni edilizi e dalla bassissima percentuale di demolizioni, che nel rapporto fra ordinanze ed esecuzioni supera di poco il 10%. Legambiente ha sollevato il problema durante l’incontro “Abusivismo edilizio:  l’Italia frana, il Parlamento condona”, che si è svolto oggi a Roma.

“L’abusivismo edilizio rappresenta un’autentica piaga nazionale; prospera indisturbato da decenni e non conosce crisi, nutrendosi di alibi e giustificazioni. Abbiamo occupato le coste, i letti dei fiumi, i pendii delle montagne, senza pensare, non solo al danno paesaggistico, ma nemmeno al pericolo di realizzare case, terrazze, alberghi, scuole, uffici in aree dove non si dovrebbe nemmeno piantare una tenda da campeggio”, denuncia l’associazione ricordando che ancora nel 2013 ci sono stati cinque tentativi di approvare un condono mascherato, fra emendamenti e disegni di legge. “L’ultimo, il ddl Falanga è passato un mese fa al Senato con 189 sì, 61 no e 7 astenuti”, ricorda l’associazione.

“I tentativi di fermare le ruspe delle Procure – ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – affermano l’esigenza di salvare le case fuorilegge in nome di un presunto abusivismo di necessità. Ma questo ‘abusivismo della povera gente’ oggi esiste davvero? Se sì, dove e quante famiglie riguarda e perché non vengono aiutate con l’inserimento nelle graduatorie delle case popolari? Se la loro situazione è seria, e ancor più aggravata dal fatto di vivere in un edificio che deve essere demolito, i Comuni hanno l’obbligo di provvedere all’assegnazione in via prioritaria di un alloggio sociale. A meno che non si ammetta che dietro questo alibi si celano anche le ville di notai, farmacisti, avvocati, imprenditori, assessori comunali. Ed è difficile immaginare che costoro possano adattarsi alle case popolari”.

Nel 2013, secondo la stima del Cresme, in barba alla crisi economica che ha colpito duramente il settore edile, sarebbero stati costruiti 26mila immobili illegali, tra ampliamenti e nuove costruzioni: oltre il 13% del totale delle nuove costruzioni. Significa che grosso modo una nuova casa su dieci di quelle sorte nell’ultimo anno è fuorilegge. L’abusivismo edilizio alimenta inoltre una filiera del cemento illegale in cui tutto è pagato in nero e la ricchezza finisce nelle mani dei clan criminali, senza contare la connivenza delle pubbliche amministrazioni con la criminalità organizzata. La Regione col primato nazionale per numero di reati legati al ciclo del cemento illegale nel 2012 è la Campania, che conta 175 mila immobili abusivi, il 13,9% del totale nazionale delle infrazioni, mentre la Sicilia è la Regione che guida la “classifica” dell’abusivismo edilizio sulle aree demaniali costiere.

Spiega Legambiente: “Accanto alle promesse di sanatoria, il nuovo cemento illegale può contare su un altro “incentivo” micidiale: la quasi matematica certezza che l’immobile abusivo non verrà abbattuto. Il rapporto tra ordinanze ed esecuzioni è bassissimo: le demolizioni superano di poco il 10%. Altra situazione anomala, che concorre a rafforzare l’idea che avere costruito una casa illegale in fondo non è così rilevante, riguarda i condoni dimenticati, ossia tutte quelle pratiche di condono edilizio giacenti negli uffici tecnici dei Comuni italiani in attesa di essere esaminate. Sommando i tre condoni (1983, 1994 e 2003) nei capoluoghi di provincia italiani sono state depositate 2.040.544 domande di sanatoria. Di queste, il 41,3% risulta ancora oggi inevaso”.

“Sarebbe un importante indice di responsabilità – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – approvare la proposta di legge Realacci sulle demolizioni, già presentata allo scadere della XVI legislatura al Senato da Ferrante e Della Seta e alla Camera da Realacci e Granata, che giace in attesa di essere calendarizzata alla Camera dal marzo dello scorso anno. Il Parlamento italiano darebbe un segno concreto di vicinanza a quanti, sindaci, magistrati, prefetti fanno ogni giorno con onore il proprio mestiere, spesso isolati, osteggiati, minacciati”. Il provvedimento ha come obiettivo quello di integrare e potenziare le previsioni in materia di abusivismo e demolizioni della L.380/2001, accentuando le responsabilità degli enti locali e inasprendo le sanzioni, anche per i Comuni che non evadono le pratiche di condono edilizio giacenti nei loro uffici tecnici. Un’altra novità è rappresentata dalla destinazione, da parte dei Comuni, delle sanzioni amministrative per interventi di riqualificazione urbana.

Un commento a “Abusivismo edilizio, Legambiente: condono sempre dietro l’angolo”

  1. giuseppe ha detto:

    Sono d’accordo con lo “stop all’abusivismo edilizio” , sono d’accordo con l’immediata demolizione degli immobili abusivi ma sono contrario al modo come l’argomento viene affrontato inquanto trovo sbagliato (e per certi aspetti ingiusto) mettere nel calderone dell’abusivismo edilizio tutti i reati edilizi. chi ha aggiunto una stanza o ha fatto un piccolo ampliamento per soddisfare l’esigenza del nucleo familiare (specialmente se ha già presentato richiesta di condono edilizio con relativa oblazione nel 2004) non può essere trattato come chi ha realizzato seconde case o mega strutture sulle coste, nelle zone archeologiche ecc. Cercate di essere realisti.