Acqua: arriva la tariffa sociale per il servizio idrico

In arrivo la tariffa sociale per il servizio idrico: l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, al fine di garantire l’accesso universale all’acqua, assicurerà agli utenti domestici a basso reddito del servizio idrico integrato l’accesso a condizioni agevolate alla quantità di acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali. E’ quanto prevede il disegno di legge Ambiente, collegato alla Legge di Stabilità, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

Il “collegato ambientale alla legge di stabilità” rappresenta un fondamentale passo avanti nella definizione delle politiche ambientali nazionali in una logica che per la prima volta le collega ad innovative scelte di politica economica-industriale indirizzate verso una crescita e uno sviluppo sostenibile – afferma il Ministero dell’Ambiente – E’ questa la ragione per la quale questo disegno di legge può essere definito senza retorica come una vera e propria Agenda Verde che il governo mette in moto e con la quale prova con ambizione a dare una serie di risposte a quella che oggi  deve essere considerata come una sfida decisiva per il nostro Paese: la scommessa sull’ambiente, il suo rispetto e la sua tutela, ma anche la sua straordinaria potenzialità di sviluppo economico”.

Il provvedimento è composto da circa una trentina di articoli e si occupa di protezione della natura, valutazione di impatto ambientale, acquisti e appalti verdi, gestione dei rifiuti, difesa del suolo, servizio idrico, acqua pubblica e comprende nuovi strumenti per calcolare l’importanza dell’ambiente.

“Per prima volta è stata introdotta una tariffa sociale per l’acqua”, ha affermato in conferenza stampa il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Diversi gli interventi in materia di acqua. A partire dal 2014, viene istituito un Fondo di garanzia per il servizio idrico nazionale con l’obiettivo di potenziare le infrastrutture idriche su tutto il territorio nazionale, rilanciando i programmi di investimento per il mantenimento e lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Obiettivi del Fondo sono “rilanciare la politica di sviluppo delle infrastrutture nel settore; completare le reti di fognatura e depurazione; evitare sanzioni europee per inadempimento dell’Italia; ridurre l’onere finanziario della realizzazione di investimenti nel settore idrico, con vantaggi per l’utenza; avviare la realizzazione di infrastrutture finalizzate al recepimento dei principi della strategia Blue Print”. Il Fondo verrà alimentato da una specifica componente della tariffa del servizio idrico integrato opportunamente definita.

Arriva, come detto, la tariffa sociale del servizio idrico integrato: la disposizione, spiega il Ministero dell’Ambiente, vuole rendere effettivo “l’obiettivo di rafforzare la natura “pubblica” della risorsa acqua, come richiesto anche dal Referendum del giugno 2011 e dalla stessa relazione del Gruppo di Lavoro  in materia economico e sociale ed europea (cosiddetti “Saggi”) e come già affermato nella normativa nazionale. Con questa norma l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, al fine di garantire l’accesso universale all’acqua, assicura agli utenti domestici a basso reddito del servizio idrico integrato, l’accesso a condizioni agevolate alla quantità di acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali. La sostenibilità dell’intervento e la copertura dei relativi costi viene garantita dalla previsione di un’apposita componente tariffaria in capo alle utenze non agevolate del servizio idrico integrato”.

Il ddl prevede anche interventi per la morosità nel servizio idrico: in particolare, il provvedimento vuole “regolamentare le modalità di gestione del fenomeno della morosità per limitarne l’insorgenza, assicurarne l’efficace contrasto in modo che i costi non ricadano sugli utenti non morosi e per garantire un livello minimo di fornitura di acqua anche alle utenze non in regola con i pagamenti”.

Un commento a “Acqua: arriva la tariffa sociale per il servizio idrico”

  1. costante ha detto:

    Giusta iniziativa, ma finché non si farà una più che seria lotta all’evasione, a pagare la qualificante iniziativa sociale portavoti saranno sempre i pensionati mazziati ed i lavoratori dipendenti, cioè PANTALONE