Acque di balneazione europee: il 92% supera standard di qualità

Chi sta progettando le sue vacanze estive su una spiaggia europea può stare tranquillo: il 92,1% delle acque di balneazione dell’UE soddisfano gli standard minimi di qualità fissati dalla direttiva sulle acque di balneazione. Lo dice l’ultima relazione annuale sulle acque di balneazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e della Commissione europea, che descrive la qualità delle acque in oltre 22.000 siti di balneazione europei (spiagge, fiumi e laghi) nel corso del 2011. Due terzi delle zone di balneazione si trovano in acque costiere e per la maggior parte in Italia, Grecia, Francia e Spagna; il resto sono fiumi e laghi e si trovano in Germania e Francia.

La relazione ha constatato che il 77,1% dei siti dispone di un’acqua di eccellente qualità, cioè conforme ai più rigorosi valori guida, con un miglioramento del 3,5% rispetto al 2010. Circa il 93,1% delle acque di balneazione costiere è stato classificato come “sufficiente” o conforme a valori imperativi meno severi, con un aumento dell’1%. Meno del 2% delle acque di balneazione è risultato non conforme.

Ma vediamo quali sono le zone di balneazione migliori: Cipro, Croazia, Malta e Grecia sono state giudicate eccellenti, con oltre il 90% delle acque di balneazione rispondenti ai più rigorosi valori guida e il resto conforme ai valori imperativi.

Dall’altro lato ci sono i Paesi Bassi, la Bulgaria, la Lettonia, il Lussemburgo e il Belgio, con una percentuale relativamente bassa di siti conformi ai valori guida più rigorosi, in particolare per le acque interne.

La qualità delle acque nelle destinazioni estive più popolari d’Europa si è rivelata generalmente buona; oltre l’80% dei siti di balneazione di Spagna, Italia e Portogallo vantano un’eccellente qualità dell’acqua.

La qualità complessiva delle acque di balneazione nell’UE è notevolmente migliorata dal 1990, quando la percentuale delle acque che non rispettava le disposizioni della direttiva era al 9,2%. E’ migliorata anche la qualità delle zone di balneazione interne: quelle non conformi ai valori imperativi sono scese dall’11,9% del 1990 al 2,4% nel 2011, ad oggi una delle percentuali più basse.

Le acque di balneazione in Europa devono conformarsi alle norme stabilite nella direttiva sulle acque di balneazione del 2006 che deve essere attuata entro il dicembre 2014. I laboratori hanno analizzato la percentuale di alcuni tipi di batteri, tra cui enterococchi intestinali ed Escherichia coli, che possono indicare la presenza di inquinamento, soprattutto da acque reflue o reflui zootecnici. Le zone possono essere classificate come conformi ai valori imperativi, conformi alle linee guida più severe o non conformi.

I cittadini europei possono informarsi sulla qualità delle acque delle loro zone di balneazione preferite controllando la pagina del sistema WISE (Water Information System for Europe). Il sito permette all’utente di scaricare dati e controllare mappe interattive. Inoltre, tramite il sito Eye on Earth i cittadini possono fornire informazioni circa lo stato dell’acqua nella propria zona.

 

 

Comments are closed.