Ambientalisti e costruttori: “Basta condoni edilizi”

Sit in questa mattina vicino a Palazzo Madama per dire no ai condoni. Il decreto-Genova è approdato in Senato e infuria la polemica sull’introduzione del condono edilizio a Ischia. Il Senato ha infatti reintrodotto il condono e il riferimento all’applicazione della legge del 1985 per le istanze pendenti sugli immobili danneggiati, respingendo un emendamento che era stato approvato in Commissione. La richiesta di porre fine ai condoni per Ischia e per le aree terremotate del Centro Italia viene da un appello sottoscritto da Legambiente, dai costruttori, da sindacati, da rappresentanti dei lavoratori edili, di architetti, geologi e società civile.

La priorità del Paese, ribadiscono, deve essere quella di garantire la sicurezza dei cittadini e del territorio. “Basta condoni edilizi in Italia. L’Aula del Senato abbia il coraggio di modificare il Decreto Genova approvando e licenziando un testo che non contenga più quelle norme salva abusi previste per Ischia e per le zone terremotate del Centro Italia – si legge nell’appello –  Le tragedie delle ultime settimane, causate da eventi metereologici estremi e dal diffuso dissesto idrogeologico in cui versa il nostro Paese, ci ricordano che la priorità della Penisola deve essere quella di garantire la sicurezza dei cittadini e del territorio avendo il coraggio di chiudere i conti con il passato e con la moda dei condoni. Il Governo e il Parlamento affrontino anche il ritardo assurdo accumulato in 33 anni nella valutazione delle richieste di condono presentate nel 1985, 1994, 2003 che ancora giacciono nei Comuni italiani, stimate in circa 5 milioni, e che aspettano di essere valutate. È una situazione ingiusta nei confronti di chi avrebbe diritto al condono, che non può intervenire per mettere in sicurezza o riqualificare gli edifici, e che non consente di individuare gli edifici abusivi che andrebbero abbattuti evitando di mettere in pericolo la vita delle persone”.

La richiesta viene da un elenco di sigle che comprende Legambiente, Associazione nazionale costruttori edili, Cgil, Cisl, Uil, Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil, Anci Marche, Consiglio Nazionale Architetti, Coord. Enea Flc-Cgil, Accademia Kronos, Libera, Rete della Conoscenza, Sigea-Società Italiana di Geologia Ambientale e Symbola. E mentre ieri il Senato ha riconfermato il condono, oggi chi chiede un’inversione di rotta su questo tema manifesterà dalla mattina in Piazza Vidoni, vicino Palazzo Madama.

“Dal 1985 ad oggi in Italia sono stati approvati tre condoni edilizi – denuncia Legambiente – che hanno regolarizzato edifici realizzati spesso in aree a rischio idrogeologico, sismico, costruiti anche con lavoro nero e/o materiali di scarsa qualità. Ogni condono doveva essere l’ultimo per garantire che si sarebbero chiusi i conti con l’illegalità e puntato su tutela del territorio e sicurezza del patrimonio edilizio. E invece anche nel 2018 la storia si ripete”.

Il decreto in discussione al Senato prevede, per il post terremoto a Ischia, di regolarizzare edifici che per i condoni del 1994 e 2003 sono insanabili, perché le richieste di condono sarebbero valutate esclusivamente con la legge del condono tombale del 1985, molto permissiva nei vincoli idrogeologici e sismici. Per la ricostruzione post terremoto nelle quattro regioni del Centro Italia, invece, il decreto riapre la sanatoria fino ad agosto 2016 permettendo di sanare, a prezzi scontati, abusi recenti fatti nei 13 anni dall’ultimo condono del 2003. Quello che si teme da più parti è evidente: ampliare i provvedimenti anche ad altri comuni alla prima occasione utile e dunque dare il via a una “sanatoria diffusa che sarebbe un incredibile volano per nuovi abusi edilizi”.

 

Comments are closed.