Energia e ambiente, Legambiente: grave passo indietro del Governo

Inspiegabile passo indietro del Governo sull’ambiente e sull’energia, nel decreto Destinazione Italia. Diversi i temi che si toccano, in primis quello delle bonifiche dei siti contaminati, argomento più che mai caldo e agli onori della cronaca: Legambiente denuncia una sorta di condono per chi inquina secondo la nuova modalità prevista per firmare accordi di programma per la reindustrializzazione. “Il Governo deve avere il coraggio di dire che ‘Chi inquina paga’ ma senza esagerare, fino a un certo punto, mentre quello che resta lo pagano i cittadini” denuncia il Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.

“Infatti l’articolo 4 del decreto – dichiara Cogliati Dezza – prevede che gli inquinatori firmino una transazione con i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, esentandoli da ogni altro obbligo di bonifica sul sito dall’inquinamento non previsto dall’accordo siglato. Ci chiediamo: cosa succederà allora se, una volta firmato l’accordo e avviati finalmente i lavori di risanamento del sito, dovesse emergere un inquinamento ulteriore rispetto a quello sancito nell’accordo? E’ evidente che stando così le cose ogni ulteriore intervento per rimuovere una fonte inquinante mai scoperta fino alla firma dell’accordo sarebbe a carico della collettività, come del resto evidenziato anche dal Centro studi della Camera dei deputati nella relazione cha accompagna il decreto. Il Parlamento cancelli questa norma che avvantaggia gli inquinatori e danneggia i cittadini”.

Ma non è tutto. Il decreto Destinazione Italia condanna il paese a tornare al passato anche in tema di fonti pulite ed efficienza energetica: si parte con i sussidi per le inquinanti centrali a carbone che verranno pagati da tutti gli italiani attraverso le bollette. Si aprono le porte alla realizzazione di una nuova centrale termoelettrica a carbone da realizzare nel Sulcis Iglesiente che beneficerà di 60 milioni di euro l’anno per 20 anni. Complessivamente 1,2 miliardi di euro a beneficio della fonte più inquinante e maggiormente responsabile dei cambiamenti climatici.

Ancora, viene soppresso l’obbligo di allegare l’attestato di prestazione energetica degli edifici negli affitti e nei trasferimenti a titolo gratuito (introdotto da Direttive Europee per aiutare le famiglie a conoscere lo stato di salute energetico e a far crescere la consapevolezza dell’importanza del tema risparmio).

Si fa poi marcia indietro rispetto agli interventi di risparmio energetico da parte dei condomini. E’ infatti previsto che per realizzarli servirà una maggioranza qualificata e non più “semplice”, facendo addirittura un passo indietro rispetto alla riforma del condominio del 2012 che aveva introdotto questa semplificazione.

A concludere il quadro, si interviene per tagliare retroattivamente gli incentivi alle fonti rinnovabili, modificando le regole e i prezzi del ritiro a totale discapito dei titolari dell’impianto che non potranno più contare sulle banche per eventuali interventi di rifacimento degli impianti, a meno di accettare una riduzione del corrispettivo annuo prolungando il periodo di incentivazione.

“Ancora una volta – conclude Cogliati Dezza -, inspiegabilmente, invece di puntare sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili, dopo la cancellazione degli incentivi per il solare, si prevede di prendere ulteriori risorse in bolletta per sovvenzionare le fonti più vecchie e inquinanti”.

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