Cambiamento climatico: nuove regole su gestione foreste e assorbimento di CO2

Entro il 2030, i Paesi europei devono compensare le emissioni prodotte dalle foreste con la capacità di assorbimento delle stesse foreste, delle colture e dei pascoli.

Lo ha stabilito il Parlamento Ue che ha approvato oggi un nuovo pacchetto di misure per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare la capacità di assorbimento delle foreste, in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’UE e con l’accordo di Parigi.

Se la capacità di assorbimento di CO2 è maggiore delle emissioni derivanti dall’uso del terreno nei primi 5 anni dopo l’entrata in vigore di queste regole, tale “credito” può essere “depositato” e utilizzato successivamente, per rientrare negli obiettivi di riduzione del quinquennio successivo. Gli Stati membri possono anche utilizzare una parte di tali crediti per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dal regolamento che limita le emissioni nazionali dei gas a effetto serra (GHG).

Gli Stati membri dovranno comunicare ogni anno i valori delle loro emissioni, con l’obiettivo di equilibrare emissioni e capacità di assorbimento nei due quinquenni 2021-25 e 2026-2030. Qualora uno Stato membro non adempisse ai propri impegni nei periodi definiti, il disavanzo sarà contabilizzato nell’ambito del regolamento sulle emissioni GHG.

I parametri di riferimento per ogni Paese UE saranno fissati sulla base di un “livello di riferimento forestale”, ovvero una stima delle emissioni annue nette medie o della capacità di assorbimento risultante dalla gestione dei terreni forestali all’interno del territorio di un tale Stato membro. Dovrebbero basarsi su pratiche di gestione documentate tra il 2000 e il 2012, un periodo più recente di quello proposto dalla Commissione (1990-2009). Le emissioni che esulano dal controllo degli Stati membri (ad esempio gli incendi boschivi) possono essere escluse dalla contabilizzazione. Tuttavia, le norme limitano tale esenzione per evitare di creare una scappatoia.

L’uso del suolo e la silvicoltura includono l’uso di terreni, alberi, piante, biomassa e legname. Le foreste dell’UE assorbono ogni anno quasi il 10% delle emissioni totali di gas a effetto serra dell’UE.

La proposta legislativa, che fa parte del pacchetto sul clima presentato dalla Commissione europea nel luglio 2016, propone di integrare le emissioni e l’assorbimento di gas serra derivanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di destinazione d’uso del suolo e dalla silvicoltura, nel quadro delle misure per il clima e l’energia da attuare per il 2030.

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