Clima, task force Onu: popolazioni e società sempre più vulnerabili

Popolazioni, società ed ecosistemi sono vulnerabili ai cambiamenti climatici. Gli effetti del cambiamento climatico si fanno già sentire in tutti i continenti e negli oceani mentre il mondo non è ancora preparato ad affrontare i rischi derivanti dal cambiamento del clima. Il nuovo rapporto dell’IPCC, la task force Onu che da anni studia il clima, conferma che l’impatto del riscaldamento globale è già evidente e che i cambiamenti climatici sono una minaccia crescente per la sicurezza dell’umanità, dal momento che portano a una crescente scarsità di cibo e acqua e aumentano così il rischio di migrazioni e conflitti.

I dati diffusi oggi dal Giappone confermano che il cambiamento climatico è una realtà, sta avvenendo ora e sta colpendo la vita e il benessere di intere popolazioni ed ecosistemi. Il cambiamento climatico ha già avuto un impatto sull’agricoltura, la salute umana, l’ecosistema terrestre e oceanico, le risorse d’acqua e la vita delle persone. “Viviamo in un’epoca di cambiamento climatico frutto dell’azione dell’uomo – ha detto Vicente Barros, CoPresidente del Gruppo di lavoro II – In molti casi, non siamo preparati ai rischi legati al cambiamento climatico che già abbiamo di fronte. L’investimento in una migliore preparazione può ripagare con vantaggi sia per il presente che per il futuro”.

La fotografia tracciata dall’IPCC preoccupa, e non poco, le associazioni ambientaliste, che da anni chiedono un cambiamento di rotta. Greenpeace ad esempio chiede ai capi di Stato e di governo di accelerare il passaggio a fonti energetiche pulite e sicure. “Stiamo camminando sul filo, ma se agiamo con fermezza e tagliamo le emissioni di CO2 immediatamente possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze e conservare ecosistemi marini e terrestri, fondamentali per l’esistenza dell’uomo sulla Terra – afferma Luca Iacoboni, responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia – Dovremmo ‘disarmare’ le centrali a carbone e le piattaforme petrolifere che sono come armi di distruzione di massa, dal momento che immettono in atmosfera emissioni di CO2 che non si fermano ai confini nazionali ma, al contrario, contribuiscono al cambiamento climatico dell’intero Pianeta. Per proteggere la pace e la sicurezza, dobbiamo accelerare subito il passaggio a fonti energetiche pulite”.

Un pianeta in gravissima crisi a causa dei cambiamenti climatici: è questo il quadro che emerge  dal rapporto presentato oggi dagli esperti dell’IPCC, la task force Onu che da anni studia il clima, le responsabilità umane, gli impatti”, spiega a sua volta il WWF. Le previsioni dell’IPCC parlano di un rischio di effetti catastrofici derivanti dalla siccità, dai conflitti per il cibo, dagli incendi, dalle inondazioni e dalle estinzioni. Solo guardando all’Europa, emerge che nell’area centrale e settentrionale è forte l’impatto delle inondazioni causate dai fiumi, mentre scenari foschi si abbattono sulla biodiversità europea: sono a rischio fino al 9% dei mammiferi e fino al 78% saranno molto minacciati.

“Questo report – sottolinea il Direttore Scientifico WWF, Gianfranco Bologna – ci pone dinanzi a due scelte: tagliare le emissioni ora e investire in azioni di adattamento e avere un pianeta su cui gravano rischi affrontabili, seppur a fatica e con grandi costi, oppure non fare nulla e prepararci a un mondo di rischi e impatti devastanti e fuori controllo. Il Report è molto chiaro su questo punto: non c’è da aspettare. Senza azioni immediate e specifiche per eliminare le emissioni di gas serra, gli effetti saranno ben più gravi e oltre i limiti di un possibile adattamento”. C’è un grande divario fra i dati scientifici e le politiche attuate dai Governi, aggiunge Mariagrazia Midulla, responsabile clima&energia del WWF Italia: “Siamo tutti a rischio, il Mediterraneo è tra le aree che potrebbero essere maggiormente colpite, ma le persone e Paesi più poveri sono ancor più vulnerabili. Tutti i Paesi devono agire, a cominciare dall’Unione Europea che deve provvedere a varare un pacchetto ambizioso sul clima e l’energia per il periodo post 2020, includendovi forti target per la riduzione delle emissioni di gas serra, per le energie rinnovabili e per il risparmio e l’efficienza energetica”.

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